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stamani i funerali a san macario

Con Sauro Gemignani scompare un artefice del grande “Solferino”

Con Sauro Gemignani scompare un artefice del grande “Solferino”

LUCCA. Per lo psichiatra scrittore Mario Tobino era una seconda casa, ma per anni nel ristorante Solferino a San Macario sono arrivati personaggi del jet set internazionale, richiamati dalla fama del...

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LUCCA. Per lo psichiatra scrittore Mario Tobino era una seconda casa, ma per anni nel ristorante Solferino a San Macario sono arrivati personaggi del jet set internazionale, richiamati dalla fama del locale che si fregiava tra l'altro delle cinque stelle della guida Michelin. Ora di quel felice periodo resta solo il ricodo dei frequentatori, deliziati dalla cucina dei fratelli Sauro e Giampiero Gemignani, istruiti a dovere dalla mamma Edema, vera regina dei fornelli. A distanza di cinque anni dalla scomparsa del fratello Giampiero, è morto anche Sauro dopo una breve malattia. I funerali si svolgeranno oggi alle 11 nella chiesa di S. Macario.

A fare diventare un "must" della ristorazione Solferino era stata la sapienza con cui la famiglia Gemignani aveva saputo innovare mantenendo la qualità e la genuinità dei piatti tipici della cucina lucchese, senza stravolgerla per piegarla ai gusti che dettavano legge Oltralpe. Tobino, con la sua tipica schiettezza, lo diceva sempre: "Vado da Solferino perché ci si mangia bene e sono veri amici". Sì, il ristorante era diventato una sorta di cenacolo e oltre alla cerchia degli amici di Tobino, c'erano i gruppi che seguivano il prof. Menesini o il prof. Francesconi e lo stuolo di professionisti e commercianti assidui frequentatori. Solo per loro c'era la possibilità di assaggiare quel nettare che era il vino di Segale, prodotto dalla famiglia Cozzoli sulla collina sopra il locale.

Agli altri, regnanti, capi di Stato, attori e vip di vario genere che arrivavano a S. Macario da ogni parte del mondo, c'era la qualità della grande cucina, unita ad una selezione di vini di rara ampiezza. Ma il "Segale", troppo poco, era davvero per gli amici. Ecco, proprio questo clima familiare, caldo e accogliente era uno dei segreti del successo.

Oggi di questo tempio della cucina non resta che il ricordo, nemmeno il locale c'è più. Sauro Geminagni, 77 anni, lascia il figlio Maurizio con la nuora Lisa, l'adorato nipotino Manuel e le figlie del fratello Giampiero, Elisabetta e Antonella. Alla famiglia le condoglianze de Il Tirreno.(m.i.)

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