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Borgo Giannotti, negozi chiusi per crisi

di Barbara Antoni
Borgo Giannotti, negozi chiusi per crisi

Decine e decine di fondi vuoti. Gli operatori: vendite in netto calo, soffriamo per troppe tasse e per la grande distribuzione

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LUCCA. Di sartorie laboriose, frequentate agenzie di viaggio, noti negozi, vivaci gelaterie e alimentari, grandi esposizioni di mobili, elettrodomestici e attive ditte di riparazioni ora rimangono solo fondi vuoti e bui, vetrine disadorne e cartelli, “affittasi e “vendesi”. Siamo in Borgo Giannotti, la seconda via commerciale di Lucca da oltre un secolo a questa parte. La crisi, i tempi di magra, la delusione sono passati anche di qui, lasciando tracce evidenti.

Soprattutto la zona nord della lunga via dello shopping specializzato negli articoli per la casa, la ferramenta, la caccia e la pesca - è stata colpita dal disastro delle chiusure. Se ne contano a raffica dall’incrocio con via per Camaiore fino alla piazzetta della Croce. Anche interi palazzi a destinazione esclusivamente commerciale ora sono tutti vuoti. Al posto di negozi ed esercizi, in diversi casi, si sono insediate agenzie di lavoro interinale: se ne incontrano, nell’arco di poche centinaia di metri, addirittura otto.

Dalla piazzetta fino alla rotonda del Giannotti i fondi vuoti sono in numero minore, grazie anche al polo d’attrazione rappresentato dalle due filiali bancarie e da alcuni negozi storici. Ma è “il Borgo” che nel suo complesso soffre. La testimonianza arriva dai suoi inquilini più antichi commercialmente parlando, quelli che hanno visto e vissuto i tempi d’oro e adesso si trovano a fare i conti con una realtà molto diversa, quasi fosse passata una guerra o una rivoluzione.

Claudio Pinochi con Grazia Bindi è il titolare del negozio di fiori Pinochi in piazzetta della Croce. Una storia lunga sessant’anni quella della sua attività, fondata dai genitori come agraria e da lui proseguita, oggi solo come fiorista. Il declino del “Borgo”, raccontano, «è iniziato nel 2009. La capacità di spesa della gente è diminuita, anche un regalo di Natale non va oltre venti, trenta euro al massimo». Pesano le tasse, quella sui rifiuti in particolare, «per i negozi con articoli freschi come per i ristoranti è altissima, e come si fa ad andare avanti - spiegano i due fioristi -. Tra commercianti non siamo uniti: per Natale nessuno oltre noi aveva aderito alla luminaria. Il risultato è stato che la piazza è rimasta spenta, a noi hanno restituito la quota versata. Altri problemi? La concorrenza sleale dei venditori abusivi e la grande distribuzione, a Lucca ce n’è troppa davvero».

Lelio Lucchesi ed Eva Guidoni gestiscono invece un negozio di cesterie, sempre in piazza della Croce. Quarantacinque anni di storia, ma la vita ha cominciato a essere difficile «negli ultimi dieci anni. Ci si salva soltanto con la professionalità, l’estrema disponibilità verso i clienti, il rispetto nei loro confronti. I centri commerciali poi - aggiungono - hanno rovinato il commercio di vicinato, come quello di Borgo Giannotti».

La crisi del Borgo è ben conosciuta dalle associazioni di categoria del commercio. «È vero, molti negozi hanno chiuso - dice il direttore di Confesercenti Valentina Cesaretti - ma chi è rimasto, compreso un gruppo di nuove leve che hanno aperto negozi nella zona verso il Foro Boario, è determinato e ha voglia di fare. Abbiamo delle idee per il rilancio di Borgo Giannotti, infatti la discussione è nel vivo. Chiederemo al Comune di aiutarci a inserire la via tra le sedi di eventi durante i Comics. Intanto il centro commerciale naturale (cinquanta iscritti, all’incirca il doppio del totale attività, ndr) sta parlando di organizzare iniziative estive, eventi particolari con la strada chiusa. Ma vero è che Borgo Giannotti ha bisogno di essere ripensato anche dal punto di vista urbanistico e del traffico, va trovata una modalità che lo renda non solo via di passaggio o parcheggio ma anche luogo di passeggio e shopping in piena sicurezza».

«La situazione di Borgo Giannotti è analoga a quella di altre vie dell’immediata periferia - è del parere il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini -: soffre per problemi di viabilità, parcheggi e per l’avvento dei centri commerciali. Ogni anno organizziamo alcuni eventi per cercare di rifidelizzare il cliente, in tutto possono coprire l’arco di un mese, ma gli altri undici dell’anno? Adesso è da scoprire l’impatto che avrà su Borgo Giannotti il trasferimento dei mercati settimanali dai Bacchettoni alle Tagliate. Chissà se porterà benefici o peggiorerà la situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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