Italia Digital, la procura sequestra centomila euro sui conti correnti
Blitz della Guardia di Finanza che acquisisce anche il computer aziendale usato per la contabilità Oltre all’amministratrice indagato anche il compagno ideatore del raggiro. Centinaia le denunce
LUCCA. Oltre centomila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza sui conti correnti intestati o riconducibili ai responsabili dell'azienda Italia Digital con sede legale a Salicchi e negozio in via di Tiglio all'Arancio, locali ormai chiusi da un paio di mesi. L'intervento delle fiamme gialle, sotto la direzione dal sostituto procuratore Giuseppe Amodeo, è avvenuto nelle scorse settimane e gli inquirenti - oltre al sequestro dei depositi bancari su conti correnti riconducibili all'azienda - hanno effettuato una perquisizione domiciliare nella villetta bifamiliare di 180 metri quadrati situata a Lammari. Lì sono stati recuperati e posti sotto sequestro seimila euro in contanti oltre al computer aziendale usato per la contabilità della società che si occupava della vendita online di computer, stampanti, notebook e televisori.
Due indagati. Risultano iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di truffa aggravata l'amministratice di Italia Digital, Daniela Simonetti, 48 anni, residente a Lammari e il compagno Gianfranco Ciampi che, per l’accusa, è la mente dell’operazione. Entrambi sono difesi dall'avvocato Pierpaolo Santini. Il caso della gigantesca truffa on line reso pubblico dalle pagine de Il Tirreno è diventato di carattere nazionale e alla vicenda si stanno interessando la Rai (un servizio è andato in onda nel corso della trasmissione Uno Mattina con l’intervista a uno degli amministratori del gruppo Facebook, il vero collante per le vittime del raggiro) e altre emittenti private oltre ai quotidiani nazionali. Dai racconti sui social network sarebbero diverse centinaia gli utenti raggirati che accusano Italia Digital di aver ricevuto il denaro tramite postepay o altre forme di pagamento e non aver mai consegnato il materiale informatico pubblicizzato sul web.
Cento denunce. Oltre alla guardia di finanza sul caso Italia Digital sta svolgendo accertamenti su delega della procura anche la polizia postale. Dalle perquisizioni effettuate nel periodo natalizio non risultano sequestri di materiale destinato alla vendita. Non sono stati trovati televisori, notebook, pc o altro tipo di merce destinato alla vendita. Intanto continuano ad arrivare alla stazione di San Concordio - competente per territorio - le denunce di utenti che hanno effettuato versamenti senza ricevere quanto pattuito. Da inizio dicembre ad oggi sono oltre cento gli esposti provenienti da tutta Italia: da Lecco a Palermo. E gli importi variano dai tre-quattrocento euro sino ai duemila-tremila euro. Stando alle segnalazioni degli utenti del Gruppo Facebook si calcolano circa 218 ordini pagati e non rispettati per un totale di 144mila euro.
Unificazione dei fascicoli. Altri esposti - oltre a quelli per cui è stata aperta l'inchiesta affidata al sostituto Amodeo - stanno arrivando anche in procura e sono piovuti sul tavolo di altri magistrati. Per evitare inutili doppioni che allungherebbero i tempi e non agevolerebbero certo i truffati è prevista un'unificazione dei fascicoli. I denuncianti stanno pensando ad un'azione comune tramite l'Adusbef per poter avere una forza maggiore e coordini le operazioni. La storia pare essere soltanto all'inizio e non sono da escludere ulteriori azioni giudiziarie nei prossimi mesi. Al momento il legale degli indagati preferisce mantenere il riserbo in attesa che la magistratura concluda l’inchiesta.
Nessuna istanza fallimentare. Ad oggi in cancelleria fallimentare non è stata depositata alcuna istanza di concordato o di messa in liquidazione della società a responsabilità limitata Italia Digital. La cui amministratrice, Daniela Simonetti, risulta aver cessato la sua attività attraverso la chiusura della partita Iva lo scorso 13 dicembre. (l.t.)
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