La manifestazione
Giannini: Poste non tagli i suoi uffici
VALLE DEL SERCHIO. La riorganizzazione interna delle Poste, unita alla legge di stabilità, rischia di ripercuotersi sui territori montani attraverso un ridimensionamento dei servizi, in primis gli...
VALLE DEL SERCHIO. La riorganizzazione interna delle Poste, unita alla legge di stabilità, rischia di ripercuotersi sui territori montani attraverso un ridimensionamento dei servizi, in primis gli uffici postali. Michele Giannini, rappresentante di Forza Italia e sindaco di Fabbriche di Vergemoli, interviene sul delicato tema: «Il servizio postale universale è un diritto dei cittadini, non possiamo lasciare i piccoli centri montani abbandonati a loro stessi». Giannini accende di nuovo la luce su una norma presente tra le pieghe della Legge di Stabilità, che andrà a colpire le popolazioni che vivono nei piccoli centri montani e rurali, soprattutto alpini e appenninici: il ridimensionamento del servizio postale. «In questi piccoli centri si sta assistendo in questi anni – esordisce Giannini – ad un progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale, e il mantenimento degli sportelli postali ha svolto un servizio importante per la coesione della comunità. Impensabile quindi, come prevede la Legge di Stabilità nel processo di privatizzazione di Poste, procedere alla chiusura di sportelli in tale zone, perché così facendo si abbandonano i cittadini dei paesi montani e rurali a loro stessi, tagliando un collegamento fondamentale con il resto del mondo, che garantisce il loro sviluppo sociale ed economico». Anche la tecnologia non aiuta: «Non convince neanche – prosegue il rappresentante del centrodestra - la giustificazione addotta a tale riduzione dei servizi, motivata con l’introduzione sempre crescente del trasferimento dei dati secondo i canali digitali, in quanto come bene sappiamo nelle aree montane tale sistema risulta spesso non completamente fruibile». Quindi, la protesta è diretta a Roma, per ottenere un’inversione di marcia: «Si tratta di una norma sciagurata – conclude Giannini -, che ancora una volta va a colpire le popolazioni più disagiate, mettendo inoltre a serio rischio le attività commerciali e artigiane di quelle zone. Il servizio postale universale è un diritto dei cittadini previsto dalla nostra legislazione. Il Governo intervenga subito per sanare tale prospettiva, le privatizzazioni devono servire a migliorare i servizi, e non a depotenziarli».
Nicola Bellanova
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