Sicurezza
Trovano l’azienda chiusa i 25 dipendenti della Anthea
Lucca: al posto del responsabile hanno trovato avvocati e liquidatori. Macchinari fermi e cancelli chiusi
LUCCA. Al posto del responsabile hanno trovato avvocati e liquidatori. Macchinari fermi e cancelli chiusi. È il mercoledì nero dei 25 lavoratori di Anthea, azienda specializzata nella bonifica dell'amianto, il cui proprietario, Camillo Auricchio, è stato contitolare della Pallacanestro Lucca, che hanno ricevuto la triste notizia della messa in liquidazione della società. Le informazioni sono state fredde e immediate, come gelida è l'aria della prima mattina di questo inverno, quando gli operai e gli impiegati si sono ritrovati sul posto di lavoro per riprendere le attività dopo la pausa natalizia. Ma ad accoglierli, invece di commesse e incarichi, c'erano la liquidatrice Paola Vannini e l'avvocato Arianna Pannocchia del foro di Livorno, legale della società di Camillo Auricchio e incaricata di seguire la liquidazione, avviata il 30 dicembre scorso con la deposizione dell'atto notarile. Ma nessuno sapeva niente, non i lavoratori, né i sindacati, che sono stati informati di quanto fosse accaduto dagli stessi operai.
«Ci hanno chiamati ieri mattina e alle 11 erano tutti in Cgil per capire come muoversi – spiega Alessia Gambassi, segretaria della Fillea Cgil -. Abbiamo cominciato ad interessarci di Anthea agli inizi di dicembre: i lavoratori non percepivano lo stipendio dall'estate. Ci siamo incontrati con la direzione, in particolare con Auricchio, e ci eravamo accordati per fare in modo che prima di Natale i lavoratori percepissero un acconto di 1.000 euro e di altri 2.000 entro il 30 dicembre. Auricchio ha sempre parlato di un'azienda solida e piena di lavoro, con importanti contratti all'estero, soprattutto in Inghilterra. Unico problema: le difficoltà nel riscuotere». «E' stato un fulmine a ciel sereno – continua Gambassi – . Lo stesso Auricchio, nel corso dell'ultimo incontro, aveva rassicurato i lavoratori dicendo che da gennaio sarebbe tornata la normalità: nuovi lavori, stipendi pagati regolarmente a fine mese e acconti mensili per coprire il vecchio ancora non versato». Così, però, non è stato: ieri mattina anche i cantieri aperti sono rimasti fermi, perché i mezzi dell'azienda non hanno la copertura della polizza assicurativa; gli operai impegnati in Inghilterra per conto di Anthea, invece, non sono partiti. «Sappiamo che Auricchio è all'estero, voce confermata dall'avvocato Pannocchia. Nei prossimi giorni la liquidatrice avrà il compito di occuparsi delle commesse ancora aperte. Abbiamo deciso di prenderci un giorno di tempo e di convocare assemblea generale per domani». Intanto tra i lavoratori di Anthea si respira aria di sconcerto e disperazione: per ora sul conto hanno trovato versato solo l'acconto di mille euro, mentre non c'è traccia di quello da duemila euro. Così come regna una disarmante incertezza sul loro futuro. «Ciò che è sempre emerso parlando con i lavoratori e con la direzione – conclude la sindacalista – è la conduzione e il clima familiare che si respirava in azienda».
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