Sicurezza
Bimba morta: prima la tac, poi l'autopsia
La procura dispone accertamenti diagnostici mirati che verranno eseguiti la prossima settimana. I carabinieri sequestrano il vestitino sporco di vomito della piccina. Al momento nessun indagato
LUCCA. Una tac per escludere lesioni cerebrali o di altra natura e successivamente l'autopsia per chiarire le cause del decesso della piccola Mia, la bimba di cinque mesi morta all'ospedale Santa Croce dopo che un'ambulanza del 118 l'aveva trasportata dall'abitazione - dove viveva con i genitori Roberto Cellerini, 28 anni, originario di Calci e Jessica Grilli di 34 - al pronto soccorso del nosocomio di Castelnuovo in condizioni disperate e già in arresto cardiaco.
Gli esami. Gli esami necroscopici sono stati disposti dal sostituto procuratore Salvatore Giannino che ha incaricato dei riscontri diagnostici gli anatomopatologi Chiara Toni e Vincenzo Nardini. I due medici legali dovranno anche effettuare prelievi di bulbi piliferi della piccina che verranno analizzati. Dai risultati degli esami tossicologici gli inquirenti vogliono capire se vi sia o meno un nesso causale tra il decesso della bimba e una possibile intossicazione di sostanze farmacologiche assunte continuativamente dalla madre nel corso della sua gravidanza. Da un primo riscontro effettuato dai medici dell'Asl e dai militari non vi sarebbero lesioni evidenti o ecchimosi sul corpicino della piccola Mia. Si esclude, allo stato, che la bimba sia caduta o abbia subito percosse o atti di violenza. C'è da capire semmai se può aver ingerito inavvertitamente sostanze nocive che possono esserle state fatali.
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I tempi. Stando alle direttive del magistrato nella serata dell'8 gennaio il corpicino senza vita di Mia verrà trasferito all'istituto di medicina legale di Pisa. Il 9 gennaio o al massimo il 12 verrà eseguita la tac sul cadavere e martedì 13 gennaio in mattinata è previsto l'esame autoptico. Al momento non ci sono iscrizioni nel registro degli indagati. I genitori e i parenti della bimba riceveranno l'informazione di garanzia legata proprio all'autopsia, un atto irripetibile. In quella sede, se lo vorranno, potranno partecipare facendosi rappresentare da medici di fiducia.Soltanto al termine degli accertamenti diagnostici e non appena il magistrato avrà ricevuto i risultati degli esami tossicologici (ci vorranno tre settimane) potranno essere sciolti dubbi e perplessità legati al decesso e le cause saranno chiarite.
Le indagini. Nel frattempo i carabinieri della Compagnia di Castelnuovo, diretti dal capitano Paolo Volontè, proseguono gli accertamenti. Dopo aver sentito i genitori della piccina - Jessica Grilli si trova agli arresti domiciliari dopo una condanna per furto di rame avvenuta meno di un mese fa - i militari hanno proceduto al sequestro del vestitino sporco di vomito della bimba e di alcuni pannolini usati dalla piccina nelle ore antecedenti al decesso. Saranno trasferiti all'istituto di medicina legale di Pisa per essere analizzati in laboratorio. Il pediatra che ha assistito la famiglia al momento della nascita di Mia avrebbe escluso gravi patologie anche se, proprio in questi giorni, la coppia avrebbe dovuto ritirare in ospedale degli esami specifici a cui era stata sottoposta la bimba. Il giudice delle indagini preliminari ha già concesso a Jessica Grilli il permesso di assentarsi dall'abitazione, dove si trova ai domiciliari, per partecipare alle esequie della figlia che si terranno probabilmente alla fine della prossima settimana.
I fatti. La piccola Mia avrebbe iniziato ad accusare i primi sintomi del malessere nella serata di martedì 6 gennaio. Ma la situazione si sarebbe aggravata poco dopo le 21 del 7 gennaio nonostante la coppia avesse contattato un pediatra. Il continuo e incessante vomito avrebbe disidratato la piccina messa a pancia in giù per evitare che soffocasse. Soltanto poco prima della mezzanotte si sono rivolti alla centrale operativa del 118 che ha inviato a casa della coppia un'ambulanza. I volontari si sono subito resi conto della gravità della situazione: il cuore di Mia non batteva più. E' stata trasferita al nosocomio di Castelnuovo, distante poche centinaia di metri, dove praticamente è giunta priva di vita.
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