Il Tirreno

Lucca

A valle il rilancio delle Terme

di Emanuela Ambrogi
A valle il rilancio delle Terme

Albergatori perplessi sul recupero nell’area di Bagni Caldi

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BAGNI DI LUCCA. Braccia aperte per gli operatori che vogliono investire nel rilancio dell’attività termale a Bagni di Lucca, ma la scelta dovrebbe prendere in considerazione le strutture a valle (in particolare Villa Fiori) e non quelle sul colle di Bagni Caldi. In sintesi è questa la posizione degli albergatori che non nascondono timori di scarse ricadute sulle loro attività dalla prevista affluenza nell’attuale stabilimento termale la cui attività è stata rilevata dal gruppo Lapolla. Ricordando che, come dice il sindaco, “l’acqua scende”, gli operatori alberghieri vedrebbero con favore il recupero della zona a valle invece di quella abbandonata sul colle.

Anche perché, da molti anni, chi passa sulla statale 12 e deve fermarsi lunghi minuti al semaforo, non ha un bel biglietto da visita di Bagni di Lucca dal vicino complesso di Villa Fiori, in stato di abbandono.

Roberto Marino Merlo, vicepresidente della Federazione albergatori e titolare insieme al padre degli hotel Corona a Ponte a Serraglio e Regina alla Villa, parla tuttavia di buoni rapporti già avviati con lo staff del gruppo Lapolla e con l’investitore, mostrandosi pronto al dialogo e stemperando indirettamente il tono della lettera fatta protocollare in Comune il 2 gennaio dal padre, Damiano, amministratore della società Corona.

Nella lettera si contesta intanto l’abusivismo che porta su Internet 900 posti letto contro i 150 ufficiali delle strutture alberghiere e, soprattutto, si mette in rilievo che dall’attività delle Terme non sono arrivati clienti per gli alberghi, mentre questi hanno passato alle Terme 130 trattamenti nel corso del 2014. Perplessità nella lettera vengono avanzati anche per il piano di investimenti e di ammortamento proposto dal gruppo Lapolla, che non convince gli albergatori sotto il profilo economico. Contestata anche la scelta dell’amministrazione comunale di puntare sul rilancio delle Terme a Bagni Caldi invece di scegliere la zona di Villa Fiori per realizzare il centro benessere-termale, come già si era prospettato negli anni Sessanta. Nella lettera ci si lamenta anche per la mancanza di eventi che vivacizzino le domeniche e si prospettano tempi duri per gli hotel che, per non essere chiusi, potrebbero essere convertiti in case di riposo, residence o asili nido.

Alternative?

«La gestione delle acque termali fra alberghi e/o altri soggetti. L’amministrazione ha disatteso o respinto le nostre sollecitazioni, avanzate già dal 27 aprile 1993 e rinnovate spesso da noi e anche dal 2003 da un operatore estero che avrebbe voluto realizzare una voliera per le farfalle. Recentemente si è intravisto uno spiraglio e confidiamo che presto sia pubblicato il bando d’asta a condizioni tali da favorire la partecipazione di più operatori, così da riattivare qui bagni chiusi da lustri». Altra proposta mira sulla realizzazione del «centro benessere-termale di Villa Fiori con l’insegna sull’arcata d’ingresso della statale de “La città delle acque”. Minore la spesa, maggiori i vantaggi».

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