Il Tirreno

Lucca

Le mille storie del derby più atteso

di NIcola Bellanova
Le mille storie del derby più atteso

Sfottò e centinaia di persone per la sfida tornata dopo sette anni. In tribuna volti noti e i grandi nomi del passato

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FORNACI DI BARGA. Alla fine, gli unici a far festa in casa fornacina, sono stati il cassiere e le donne del bar dello stadio, che festeggiano un incasso interessante come non si vedeva da mesi. Per il resto, la lunga attesa durata sette anni, non ha tradito le attese, portandosi dietro il solito corollario di gente, stati d'animo, ricordi e tanti sfottò.

La “madre di tutte le partite”, ossia la stracittadina Fornaci-Barga che finalmente si è giocata dopo due rinvii, non sarà mai un semplice derby tra due società. È lo scontro tra il fondovalle e il capoluogo, tra due mondi diversi, divisi da pochi chilometri ed una rivalità non solo calcistica. E ieri, allo stadio Luigi Orlando (a testimonianza del forte legame nato sin dal 1928 tra il colosso metallurgico della Smi e la società rossoblù di casa), è andato in scena un condensato di emozioni.

Forse, anzi sicuramente un po’ sbiadito rispetto a qualche decennio fa, ma sempre affascinante. Politica, economia, sport, persino donne contese si sono mescolate in due domeniche l'anno per la gara più attesa. Ieri, seppur sottotono per le due retrocessioni di fila del Barga e la delusione ancora cocente in casa fornacina per la sconfitta in finale playoff, è stata una vera e propria rimpatriata.

In primis per Claudio Marchi, uno dei più preparati mister della zona, doppio ex e tornato a Fornaci dopo anni coi rivali: «Nulla si ripete - afferma -, e ogni sfida ha sempre il suo fascino, anche se è cambiato tutto rispetto a una volta. Ma mi aspetto il grande pubblico, e sul campo vada come vada». Per la cronaca, ha vinto il Barga per 3-0, trascinato da un incontenibile Giacomo Pieri, che ha messo lo zampino nelle tre reti.

Fornaci-Barga era la sfida di Davide Barbuti, capitano di lungo corso dei barghigiani, esclusa la parentesi in Prima col Pieve Fosciana. Barbuti è il miglior marcatore di sempre nei derby del dopoguerra, con ben cinque reti ai cugini: «È sempre una gara sentita, ma ci si conosce tutti, ed il gusto è anche lo sfottò dopo la partita, visto che sono amico con tutti quelli del Fornaci».

In tribuna è una sfilata di volti più o meno noti. Certo, sono lontani i tempi in cui al Luigi Orlando arrivavano in duemila. Ieri, le presenze si attestavano sulle 500 unità, e non c’era la tensione di una volta: «Negli anni '70 capitava spesso che colleghi di lavoro che lavoravano nello stesso reparto arrivassero a scazzottarsi in tribuna - ammette Pietro -, e anche in consiglio comunale si parlava per settimane della gara, con gente unita dallo stesso partito ma divisa dal calcio. Ora c'è meno interesse per il calcio dilettantistico».

Renzo Pia, invece, oltre ad essere assessore di lungo corso, dal 1963 per circa quindici stagioni è stato il regista del Barga, e ieri non poteva mancare: «Ho esordito in biancazzurro proprio nel derby. Il mio allenatore era il Chitarrina, e giocavo contro amici. Battaglie epiche, ed è bello ritrovarci qui dopo sette anni di assenza. Vorrei essere in campo, ma l'età non me lo permette, anche se la passione è rimasta la stessa».

Sergio Cecchini è il più grande bomber della storia fornacina, ma... «non ho mai segnato contro il Barga - ammette -. Erano gare accese, e subivo attenzioni speciali. Adesso la tradizione di famiglia continua, e mio figlio è il capitano dei rossoblù. Certo che sono teso, come potrei non esserlo?».

Il dottor Mauro Campani era un centravanti promettente, poi unì la presidenza dell'Us Fornaci alla politica attiva: «Ai tempi della Promozione qui era una bolgia. Mi spiace, ma non posso essere diplomatico. Tifo Fornaci da sempre, e questo derby è un'emozione unica».

La gara scorre col dominio barghigiano che al 17' concretizza con Pieri: sulle tribune gremite silenzio tombale, che diventa ancora più inquetante cinque minuti dopo l'incredibile errore difensivo che spiana il 2-0 ospite. Proteste (giuste, a dire il vero) sul rigore che ha portato il terzo gol.

E anche il sindaco Marco Bonini, che essendo di Castelvecchio Pascoli è super partes, dà il suo giudizio: "Il Barga ha meritato, ma vorrei rivedere alcune decisioni arbitrali che potevano cambiare la partita».

Il signor Tesi fischia la fine, ed è bello vedere che dopo 95' di gioco anche duro, tutti i ventidue in campo si abbracciano. Il derby è anche questo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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