Attenzione
Grassi: «Così ho salvato la vita a Cesaretti»
Il giocatore racconta come ha soccroso il compagno che rischiava di morire dopo uno scontro in Pontedera-Santarcangelo
LUCCA. «Il mio gesto vale molto più di un gol o di un capolavoro su punizione. Mi sono fatto guidare dall'istinto». A parlare è Gigi Grassi, 31 anni anni, garfagnino di Castelnuovo, regista del Pontedera, balzato agli onori della cronaca stavolta non per un gol (in questa stagione ne ha già segnati 8) o una delle sue magiche punizioni, ma per avere soccorso il suo compagno di squadra Christian Cesaretti, 27 anni, attaccante ex Empoli e Lucchese, durante la partita dell'Epifania contro il Santarcangelo. Un lucchese che salva un altro lucchese. Amici solo da questa stagione, ma con un passato con la maglia rossonera della Pantera. Al minuto 58 Cesaretti si è scontrato col portiere romagnolo Nardi. Un impatto violento. Il centravanti è rimasto a terra per qualche secondo con la lingua di fuori, rischiando di soffocare. Grassi è riuscito a sbloccare la situazione con una manovra perfetta. «Nessun corso alla Misericordia o Croce Verde, mi sono fidato solo del mio istinto. Magari qualcosa ho imparato dai medici dello staff granata, li ascolto sempre quando mi curano. Ho visto Cesaretti a terra con il braccio alzato - racconta Grassi - Pensavo stesse protestando per chiedere rigore e invece non stava respirando. Mi sono avvicinato e sono riuscito ad aiutarlo. Poi sono intervenuti i medici. Cesaretti è uscito spaventato ma senza gravi conseguenze tanto che non è stato necessario portarlo in ospedale».
Istintivo come in campo. Fantasia allo stato puro. In Garfagnana era soprannominato il Maradona di Filicaia. Un generoso anche in campo. Talento e gol nel sangue, un centinaio, 45 con la maglia del Pontedera che l'anno scorso ha trascinato a suon di reti fino ai playoff. Nella sua carriera ha giocato anche nella Lucchese (nel 2010-2011, 9 gol) e cresciuto nel Castelnuovo dove qualche anno fa subì un grave infortunio.
Per Cristian Cesaretti, che nel 2008 ha giocato nella Lucchese (11 presenze), il giorno dopo di questo episodio resta solo un brutto ricordo. «Sto bene, ho ancora un po’ di dolore alla schiena ed mi sottoporrò ad accertamentio. Ricordo una botta tremenda alla schiena e alla testa. Ma non ho perso conoscenza. Sono stati momenti di panico, ma per non sono stato in pericolo di vita e non fatemi passare per un resuscitato» dice la punta cresciuta nel S. Filippo, poi settore giovanile dell'Empoli (30 presenze e un gol in B), poi Sangiovannese, Monza, Foligno in C1 e Frosinone, ancora in B. Cesaretti sdrammatizza dopo la paura. «Adesso andremo a cena io e “Gigio” (Grassi ndr) e ci scherzeremo sopra» racconta l'attaccante che lo scorso marzo è diventato papà di una bambina. Un legame forte con la Lucchesia per Cesaretti, lucchese originario dell'Arancio. «Andrò a stare a Lammari». E forse non è un caso che il suo primo ed unico gol col Pontedera, in una stagione finora poco prolifica, sia stata segnato con Grassi nel 2-1 contro il Forlì.
Nicola Nucci
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