Il Tirreno

Lucca

Sfregiati con il pennarello i marmi della Cattedrale

di Luca Cinotti
Sfregiati con il pennarello i marmi della Cattedrale

Il chiostro di San Martino è diventato terra di conquista di gruppi di ragazzi E il colonnato è utilizzato come pista per gli skateboard, con danni alle arcate

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LUCCA. L’ora X, almeno in inverno, scatta intorno alle 17. In quel momento il chiostro della Cattedrale di San Martino diventa una sorta di terra di nessuno. Una enclave del degrado e dei vandali nel bel mezzo del centro. I turisti lasciano il Duomo (che a quell’ora chiude i battenti) e qualcun altro si intesta la “proprietà” del monumento. Qualcuno che - come è accaduto nel tardo pomeriggio di domenica scorso - non trova di meglio che imbrattare con il pennarello il marmo del monumento.

Un gesto, l’ultimo, di una catena di vandalismi che a cavallo di Capodanno è esplosa in tutta la sua gravità. Che ruota, soprattutto, intorno a due punti focali: porta Santa Maria e, appunto, porta San Pietro. O - per meglio dire - tutta la zona a cavallo di Corso Garibaldi. Un’area che comprende anche la Cattedrale. Anzi, proprio il fatto che la chiesa più importante sia in una zona che la sera si spopola e che non ha vicino alcun locale pubblico fa sì che venga considerata terreno di elezione da chi non ha buone intenzioni.

Nel pomeriggio di domenica un gruppetto di ragazzi - sempre i soliti, a sentire chi abita nella zona del chiostro - ha cominciato a schiamazzare e a scrivere con lo spray per terra e con il pennarello nero su alcune colonnine di marmo: nomi, dichiarazioni d’amore, parolacce. Alla fine qualcuno ha chiamato i carabinieri che però sono arrivati quando i giovani si erano ormai dileguati.

Un andazzo che va avanti ormai da tempo (almeno da qualche mese, come Il Tirreno aveva peraltro già documentato nel gennaio dello scorso anno), che ha anche i suoi ritmi e le sue ore scandite durante la giornata. La mattina, infatti, si radunano nel chiostro dei ragazzi che, probabilmente, hanno “marinato” la scuola.

Ma i problemi veri cominciano, come detto, nel pomeriggio, quando fa buio. Nel piazzale stretto fra le case, la Cattedrale e la sacrestia si radunano gruppi che possono arrivare anche a una ventina di persone.

E, dopo cena, la situazione diventa ancora più complicata, perché in scena entra anche l’alcol, che manda su di giri i partecipanti ai bivacchi improvvisati.

I resti di questi raduni si possono vedere in nella fossetta che corre a fianco della sacrestia: mozziconi di sigarette, cartacce, cocci di bottiglie. Poco più in là, gli involucri di qualche petardo scoppiato, evidentemente, nella notte di Capodanno. Ma, in passato, in questa specie di cestino della spazzatura all’aria aperta, sono state trovate anche delle siringhe.

Un altro punto delicato è quello di piazzale Arrigoni, alle spalle del duomo, dove un altro gruppo di persone spesso bivacca, facendo i propri bisogni all’abside della Cattedrale.

Ma gli episodi probabilmente più assurdi sono quelli che avvengono nell’atrio del duomo, che qualcuno ha eletto a pista per allenarsi con lo skateboard. Al punto che, vicino all’ingresso laterale, il marmo è rimasto danneggiato dall’urto con la tavola.

Gli atti di vandalismo, però, non si fermano qui. Spesso, anche più volte al mese, viene danneggiata la catena che, in fondo a via del Chiostro, sbarra l’accesso all’area ai veicoli che non sono autorizzati a parcheggiarvi.

E proprio ieri mattina, una brutta sorpresa per il Museo della Cattedrale: la porticina di legno che dà accesso a un vano di servizio (che contiene i contatori dell’acqua) è stata sfondata a calci durante la notte.

Insomma, una situazione che (letteralmente) non lascia dormire sonni tranquilli ai residenti della zona. Anche perché - come spiega un abitante del chiostro - spesso i ragazzi, se rimbrottati, reagiscono mandando a quel paese chi ha osato disturbarli. E, a quel punto, anche chi ha ragione da vendere preferisce non andare oltre. E aspetta che “passi la nottata”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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