Il Tirreno

Lucca

Ressa per i saldi nelle vie del centro storico

Aperti in buon numero anche i locali pubblici, ma alcuni scontano il periodo di stop ai gazebo

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LUCCA. Città piena di gente anche ieri per i saldi. A giudicare dai sacchetti che si vedevano in giro, non si è trattato soltanto di persone venute in centro per guardare i prezzi o per una girata domenicale.

Dopo il buon avvio di sabato, anche la giornata di ieri sembra aver quindi confermato una certa propensione all’acquisto: chi ha qualche disponibilità pagate le tasse di fine anno, ha insomma aspettato i soldi per comprare, nella speranza di fare buoni acquisti risparmiando.

A differenza di quanto era accaduto il 26 dicembre e il Primo gennaio, ieri bar e locali pubblici erano aperti in buon numero ed hanno lavorato parecchio.

Il problema c’è stato però per quei bar che, in ossequio al regolamento sul suolo pubblico, hanno dovuto smontare per 20 giorni gli arredi esterni.

«Una regola – dice Giovanni Martini, presidente della commissione centro storico della Confcommercio – che trovo assurda. Di fatto la norma impedisce non solo di lavorare, ma anche di offrire un servizio in giornate come quelle festive di questo periodo. Credo che andrebbe studiata una soluzione».

La categoria attende anche decisioni definitive e criteri di attuazione sugli arredi che dovrebbero essere uniformati a quanto indica il regolamento dell’arredo urbano.

Nell’attesa, si continuano a vedere sedie di plastica, tavoli e gazebo di ogni genere, in certi casi davvero stridenti con il contesto architettonico in cui le attività sono inserite. Lo stesso discorso vale per le pubblicità che, ad esempio, in questi giorni inondano piazza Napoleone. Al solito due pesi e due misure: niente banner per il Summer, ma poi altri, pochi metri più in là e in piazze storiche, possono fare come meglio credono. Alla faccia dell’immagine del centro.

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