Sicurezza
Terme, opposizioni contro la maxiconcessione
I consiglieri di minoranza chiedono lumi al sindaco anche sul passaggio del titolo dalla famiglia Mazzei a Lapolla
BAGNI DI LUCCA. Sì all’intervento di privati pronti a investire per la riqualificazione e il rilancio delle Terme, prima risorsa per lo sviluppo del turismo e del commercio nella zona, ma massima attenzione, al tempo stesso, a verificare tempi e termini della concessione che il Comune dovrà comunque concedere prevedendo nell’atto adeguate clausole di salvaguardia, in modo che la proprietà e il controllo su un bene pubblico rimangano comunque garantiti. È in sintesi questa la linea decisa dai gruppi e dai partiti di opposizione sulla trattativa in corso tra la giunta Betti e il gruppo di Vittorio Lapolla, l’imprenditore che rileva la gestione Mazzei per rilanciare le Terme.
Il tutto è stato “cristallizzato” in una lettera protocollata ieri mattina dai consiglieri di minoranza Umberto Bartoli, Carlo Giambastiani e Marco Pelagalli: il testo lo pubblichiamo nel box a lato.
Il nocciolo della questione è rappresentato dalla lunghezza della concessione e dalla certezza sulla legittimità degli atti. In particolare non convincono la durata della concessione, richiesta in 50 anni da Lapolla, e l’automatismo del passaggio della gestione e del patto con il Comune dalla famiglia Mazzei al nuovo investitore. Su questi punti, i rappresentanti delle opposizioni attendono chiarezza anche dalla consulenza dell’avvocato Giovanni Iacomini, ma intanto attendono di avere dall’amministrazione dati certi. Nell’assemblea aperta di venerdì sera nella sede del Pd, i dubbi delle opposizioni sono emersi con chiarezza. Paolo Peruzzi, vicesegretario del Pd, è stato categorico nell’esprimere perplessità. «Non si sa che cosa possa accadere nei prossimi 50 anni - ha sostenuto riferendosi alla possibile richiesta di finanziamento - una concessione della durata di 50 anni non sta nella economia di oggi».
Dubbi ci sono anche sulla sostenibilità del piano di rientro dell’investimento, sulla cui effettiva entità viene chiesta comunque certezza. Ma non sono sembrate da meno le perplessità sulla legittimità del contratto e sulle modalità dell’intera operazione. Il geometra Marcello Marchi, in passato vice presidente del Ceplat che gestiva le Terme, ha affermato che la trattativa in questione ha più l’aspetto di una vendita che di una concessione, esternando riserve sul fatto che una concessione che riguarda la gestione delle acque termali possa superare i 20 anni.
I gruppi di minoranza chiedono al sindaco di allegare un parere legale alla delibera che verrà portata in consiglio comunale a giorni. Per Umberto Bartoli, consigliere del Pd, il progetto poi non porterà alcun vantaggio ai commercianti di Bagni di Lucca: «Cosa si va a lasciare ai posteri? Cosa ci viene in tasca? Ci conviene? Il comune da questa vicenda non prende un soldo», ha aggiunto. Altri hanno espresso anche altri dubbi, invitando l’amministrazione a vigilare perché la nuova gestione non punti su un’attività di élite riservata a pochi, dubbio motivato con il fatto che il nuovo investitore non ha esperienza nel campo del termalismo.
Marco Pelagalli, del gruppo “Voltiamo pagina” è stato critico: «Le terme sono considerate come uno sfizio, una cosa per pochi, per amici, un ramo secco destinato alla perdita che agli investitori può solo servire come operazione di bilancio per pagare meno tasse. Allora, perché non vendere le Terme?».
In altri interventi è stata messa in evidenza tra l’altro l'assenza di ditte certificate locali che possano lavorare al progetto di ristrutturazione. Era presente anche Vito Valentino, consigliere di maggioranza, il quale ha detto di trovare valido il progetto di Lapolla, anche se vede alcuni limiti. In generale per l’opposizione il problema sta comunque nei 50 anni di durata della concessione: su questo punto tutti sono decisi a porre paletti e viene giudicata con sospetto la fretta mostrata dall’imprenditore perché la proposta venga approvata subito così come è. L'opposizione rileva di essere stata chiamata solo ai primi di dicembre e di non conoscere ancora i dettagli del progetto. Nel corso della serata i rappresentanti dell’opposizione hanno infine manifestato l’intenzione di chiedere al segretario comunale chiarimenti anche sulla questione del cambiamento di ragione sociale nella gestione del complesso di Villa Demidoff.
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