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Lucca

Lucca, i consiglieri comunali dovranno restituire i soldi

Lettera del Comune per soddisfare le richieste della Corte dei Conti: si tratta di circa 200.000 euro

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LUCCA. Consiglieri comunali e membri della giunta in carico fino a inizio 2012 dovranno restituire parte di quanto percepito come gettone di presenza. La lettera è partita in questi giorni da palazzo Orsetti e riguarda una cifra complessiva che si aggira poco al di sotto dei 200.000 euro. Si tratta dell'ultima puntata (almeno per il momento) di una vicenda annosa, nata a causa delle sovrapposizioni fra diverse previsioni di legge e contrapposte delibere delle sezioni di controllo della Corte dei Conti.

Dal 2000 a tutto il 2005, infatti, il gettone di presenza dei consiglieri era stato stabilito in 59,39 euro. A seguito della finanziaria per il 2006 che prevedeva alcune misure di risparmio sulla spesa pubblica, la somma era stata decurtata del 10%, arrivando così a 53,46 euro percepiti per ogni seduta dell'assise a palazzo Santini. Il taglio era andato avanti sino all'inzio del 2008 quando, sulla base della pronuncia della sezione di controllo della Corte dei Conti della Toscana, il taglio del 10% era stato annullato, sulla base dell'assunto che la durata del provvedimento era solo annuale. Quindi il Comune decide di riportare il compenso alla cifra di 59,39 euro. Ma la questione della validità o no del taglio era tutt'altro che risolta: diverse sezioni regionali, infatti, avevano dato soluzioni opposte. Al punto che - a inizio del 2012 - le sezioni riunite decidono di mettere la parola fine, spiegando che il taglio è da intendersi come "strutturale"  e che quindi il "giusto" compenso è di 53,46 euro. Una posizione ribadita anche in una risposta che la sezione regionale della Toscana fornisce all'allora sindaco Mauro Favilla, che aveva interpellato i giudici per sapere se il taglio era ancora in vigore o meno.

Alla fine di questa girandola di pronunce dunque, rimangono gli anni dal 2008 al 2012, quando il gettone era "pieno" ma, in realtà, il taglio avrebbe dovuto essere in vigore. Proprio da questa discrepanza nascono le richieste di rimborsi avanzate ai consigliere e agli amministratori: cifre che vanno, a seconda dei casi e dei ruoli ricoperti in quegli anni, da 3mila a quasi 20mila euro.

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