Attenzione
Lapolla: «Terme, necessari i 50 anni di concessione»
Intervista all’imprenditore che vuole rilanciare i bagni. «Le sfide mi piacciono, ma i miracoli non li so fare»
BAGNI DI LUCCA. Pronto e determinato a investire due milioni di euro per il rilancio delle attività legate al termalismo a Bagni di Lucca, ma deciso anche a tenere duro sulla condizione che pone per procedere nell'intesa con il Comune: la concessione deve essere di 50 anni, periodo ritenuto necessario per rientrare dall'investimento. E' questa la posizione, ferma, dell'imprenditore Vittorio Lapolla che attende ora la risposta della giunta e del consiglio comunale.
Dottor Lapolla, perché ha scelto proprio Bagni di Lucca?
«Come ho detto più volte, quando sono stato invitato a venire qui per valutare questo investimento, non immaginavo quello che avrei trovato. Non nascondo che la Media Valle mi ricorda tantissimo il posto dove sono nato e dove ho trascorso i miei primi dieci anni: a Sant'Angelo Le Fratte, in provincia di Potenza. Qua si sta bene, si respira un'aria diversa e sono certo che, con i giusti investimenti, saremo in grado di far conoscere questa bellezza a tante persone e, dunque, portarci tanta gente».
Il termalismo, però, è in difficoltà, come è dimostrato proprio dal caso di Bagni di Luca. Secondo lei cosa è mancato in questi anni?
«Le vostre acque sono un gioiello, ma il termalismo - almeno per come è stato concepito in passato - ormai ha finito la sua storia. Ce lo hanno spiegato tutti gli esperti con cui ci siamo confrontati in quest'anno. A Lucca e, a volte anche in Garfagnana, capita di sentir dire che le Terme a Bagni di Lucca sono chiuse da anni. Mi è capitato, e questo significa che bisogna fare tanto per restaurarle, ma anche tanto per farle conoscere. Se è vero che sono un gioiello, i gioielli vanno mostrati, fatti conoscere e anche indossati magari con un abito adeguato nelle occasioni giuste».
Nella proposta che lei ha presentato e che dovrà essere valutata da giunta e consiglio comunale c’è la richiesta di una concessione di cinquant’anni. Un punto che è stato criticato da più parti. Lei come risponde?
«Io sono un imprenditore. Quando nel 1989 investii i miei primi risparmi per realizzare il primo stoccaggio italiano di rifiuti al coperto, in molti pensarono che fossi ammattito. Furono i primi 400 metri quadri di capannone dove abbiamo iniziato lo stoccaggio dei rifiuti come lo si concepisce oggi, la loro differenziazione e il loro invio a recupero. Oggi la Waste Recycling supera i 25.000 metri quadri. Amo le sfide e mi piace guardare avanti. Due milioni di euro sono molti soldi anche per me: per questo abbiamo chiesto una concessione di cinquant'anni, sarebbe utopistico pensare di rientrare dall'investimento in soli trent'anni. I numeri parlano chiaro e se è vero che mi piacciono le sfide, i miracoli non li so fare. C'è da lavorare molto e bene per portare gente qua. Poi sono sicuro che una volta arrivati, faremo innamorare gli ospiti e questo, mi creda, negli anni porterà frutti a tutti».
Il suo è un progetto ambizioso. Qual è l’accoglienza che ha trovato a Bagni di Lucca e nelle stesse terme?
«Negli anni ho capito che non si vince mai da soli. Mai. Alle Terme le nostre dipendenti amano i il loro lavoro e svolgono, ogni giorno, con passione i loro compiti. Ho detto che in pochi conoscono le terme, ma le assicuro che chi le conosce poi le ama, perché evidentemente c'è qualcuno che gliele fa amare. E questo qualcuno non sono io. Ottima poi l'intesa con il sindaco Betti che ha ha saputo riconoscere un'opportunità vera per tutto il territorio. Non si vince da soli, occorre essere prima di tutto accolti, accolti da chi lavora dentro, da chi vive qua, da chi amministra il territorio e anche da chi lo amministrerà in futuro. Occorre crederci tutti a questo progetto. Se così non sarà, mi creda, non sarà facile vincere questa sfida».
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