Il dolore
La Cgil: «Assurdo il silenzio dei sindaci»
LUCCA. Il presidio dei lavoratori della Provincia di Lucca continua ormai ininterrottamente dal 18 dicembre, nonostante la chiusura degli uffici, il freddo e questi giorni di festa, con l'obbiettivo...
LUCCA. Il presidio dei lavoratori della Provincia di Lucca continua ormai ininterrottamente dal 18 dicembre, nonostante la chiusura degli uffici, il freddo e questi giorni di festa, con l'obbiettivo di diffondere le motivazioni della protesta fra i cittadini.
«Quegli stessi cittadini - spiega un comunicato della Funzione pubblica della Cgil - che oggi potrebbero esultare per i licenziamenti dei provinciali ma che domani potrebbero dolersi non poco del fatto che alla fine, vittima della manovra irresponsabile del governo, saranno loro a subirne le conseguenze: minore manutenzione di scuole e strade, assenza totale dei servizi sociali, culturali e turistici, minori incentivi alle aziende, minori servizi a tutela del lavoro e della formazione professionale. Il tutto continuando a pagare le stesse tasse di prima». Da giovedì 18 dicembre - continua la Cgil - «Governo e maggioranza sono una voce sola nell’affermare: “essun dipendente provinciale sarà licenziato”. Peccato che questa affermazione non corrisponda per nulla alla verità. Di fatto, il maxiemendamento propone, per i 20.000 dipendenti provinciali circa interessati, il peggiore accompagnamento alla pensione o al licenziamento che sia mai stato sperimentato in Italia. E l’ipotesi del licenziamento è cosa certa, certissima: l’unico dubbio non riguarda “se” i dipendenti in esubero saranno licenziati, bensì “quanti” saranno licenziati».
«Una delle nostre più grandi preoccupazioni - dice Giovanna Lo Zopone , sgretaria generale della Fp Cgil di Lucca è il silenzio dei sindaci. Non si riesce a capire se sono consapevoli del caos istituzionale che si sta per creare».
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