Il Tirreno

Lucca

Baccelli-Del Ghingaro lo scontro diventa un caso

Baccelli-Del Ghingaro lo scontro diventa un caso

Parole affilate fra i due sullo sfondo delle elezioni regionali di primavera Maurizio Marchetti: «Ora basta, le beghe del Pd danneggiano il nostro territorio»

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LUCCA. Lo scontro, c’è da scommetterci, non è destinato a finire qui. Il clima elettorale (regionale) ha fatto passare un natale agitato in casa Pd. Con due dei pesi massimi, candidati in pectore per il consiglio regionale, che non se le sono mandate a dire via Facebook: fra l’ex sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro e il presidente uscente della Provincia Stefano Baccelli sono volati se non gli stracci, almeno le scintille. E sul carro dei litiganti sale, per criticare, il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti (anche lui papabile fra i candidati, ovviamente in quota centrodestra).

Lo scontro fra Del Ghingaro e Baccelli, fina a ora era stato portato avanti in maniera indiretta (o quasi). Anche se è noto che entrambi mirano a un posto in regione e che entrambi hanno sponsor (e “truppe”) all’interno delle varie anime del Pd locale. Poi, più o meno all’improvviso, lo scontro.

All’inizio giocato da entrambi senza nominare il “bersaglio”. Come avviene nel post di Del Ghingaro sulla questione delle Province e sul futuro incerto per i loro dipendenti: «Mi sembra davvero scorretto, ingeneroso e sgradevole che il capitano abbandoni la nave per primo quando c'è la tempesta, rifugiandosi sulla prima scialuppa disponibile. Il capitano vero aspetta che l'ultimo dei passeggeri sia in salvo, prima di farlo a sua volta. Il capitano difende i suoi uomini, non li abbandona a se stessi». Riferimento esplicito a Baccelli, il quale ha risposto, senza nominare l’ex sindaco, ma accusandolo di “exitudine”. Ultimo capitolo (per ora) del botta e risposta, un post di Del Ghingaro intitolato “Baccelli and me”, nel quale ha spiegato che il presidente della Provincia «ha finalmente detto pubblicamente quello che pensa di me, liberandosi di un peso e scaricando un po' di bile accumulata nel tempo, a causa anche (ripeto anche) delle mie punzecchiature sul suo operato. Se far questo gli è servito non posso che accettarlo, prenderlo e portarlo a casa». Del Ghingaro ha poi spiegato di essere all’estero «altrimenti oggi sarei andato a sorpresa in Provincia a salutarlo, a fargli gli auguri di buon anno. Dopo il primo sguardo torvo, ne avremmo certamente approfittato per prenderci un po' in giro, tipo "ti vedo un po' male" oppure " sei giá in campagna elettorale" o "sei un po' nervosetto eh...?"».

Il problema delle candidature del Pd, comunque, esiste ed è scottante. A ridosso del 10 gennaio dovrebbe essere sbloccato da una riunione a Firenze, che detti le linee per la presentazione delle candidature e per evitare scontri intestini. Anche perché - vista la riduzione dei consiglieri - i posti disponibili in provincia di Lucca sono quattro. Secondo i calcoli più accreditati, due andrebbero al centrosinistra e due al centrodestra. Posti, poi, da “dividere” fra Lucca e la Versilia.

Un rebus, dunque. Nel quale interviene Maurizio Marchetti: «Quello che mi preoccupa sono i riflessi che questa lite, divenuta pubblica dopo avere evidentemente covato sotto la cenere, ha avuto, sta avendo e avrà nella vita amministrativa del nostro territorio. Il Pd e le sue lotte di potere, oggi concentrate sulle prossime regionali, sono veramente disastrose per la vita democratica delle nostre istituzioni, anche e soprattutto locali».

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