Sicurezza
Addio a Paolo Bellandi, fondatore della Fapim
L'imprenditore si è spento a 69 anni. Aveva dato vita, con due amici, all'azienda che oggi si trova ad Altopascio dopo aver avuto la sede a Chiesina Uzzanese
ALTOPASCIO. Lutto nel mondo dell'imprenditoria lucchese e della Valdinievole per la scomparsa di Paolo Bellandi, uno dei fondatori della Fapim di Altopascio. Bellandi si è spento dopo una terribile malattia che non gli ha lasciato scampo. Il nome di Bellandi è indissolubilmente legato all'avventura della "Fabbrica accessori per infissi metallici" (il nome per esteso della Fapim), fin da quando, nel 1967 fondò insieme all'amico Lido Bendinelli, la “Bellandi&Bendinelli”, società artigiana per la produzione di infissi in alluminio. Nel 1974 nasce la Fapim vera e propria, con l'arrivo del terzo socio, Sergio Pacini che di Bellandi era stato compagno di scuola.
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La Fapim mantenne fino al 1980 la sede a Chiesina Uzzanese, fino alla decisione di spostarsi ad Altopascio, alle Cerbaie. Altra svolta agli inizia degli anni Duemila, quando l'azienda decide di rimanere in Italia e di svilupparsi con un nuovo stabilimento a Spianate. Scommessa vinta, visto che Fapim oggi impiega 500 dipendenti e si rivolge a um mercato globale. Risentendo solo in maniera limitata della crisi e, soprattutto, avendo salvaguardato tutti i posti di lavoro.
In questi decenni Bellandi, insieme a Pacini e Bendinelli è rimasto al timone dell'azienda, fino a quando i soci hanno passato le redini alle seconde generazioni. I funerali di Bellandi saranno celebrati nella chiesa di San Piero in Campo.
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