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Contributi per chi riqualifica gli edifici

Contributi per chi riqualifica gli edifici

Fabbriche di Vergemoli “premia” con soldi ed esenzione dalle tasse chi si impegna nei lavori

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FABBRICHE DI VERGEMOLI. Contributi a pioggia, pur se con un tetto massimo di mille euro a persona, per chi riqualifica il paesaggio e l’ambiente urbano. Se si tratta poi di attività commerciali indispensabili, c'è anche l'esenzione dal pagamento di tasse e tributi comunali per un periodo non superiore a un anno. Accade questo in Val Turrite grazie alla fusione tra Vergemoli e Fabbriche di Vallico che, si sa, ha portato nelle casse comunali un tesoretto di 500mila euro l’anno oltre che altre agevolazioni fiscali. Perciò, l'amministrazione comunale si può permettere anche di attuare queste misure innovative, e chissà nei dintorni quanti amministratori locali si stanno mangiando le mani per aver rifiutato unioni tra comuni solo per puro spirito di campanile.

Ma tant'è, che nell'ultima seduta dell'anno, il consiglio comunale all'unanimità dei nove presenti compresi i membri dell'opposizione, ha approvato il “Regolamento per il riconoscimento di incentivi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione degli abitati”. Destinatari di questo provvedimento, il cui fondo non è stato quantificato ma ammonta a parecchie decine di migliaia di euro, sono privati cittadini o imprenditori con aziende sul territorio comunale che intendono avviare interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e recupero del patrimonio architettonico esistente. In sostanza, si cerca di preservare e uniformare lo stile architettonico del territorio, lavorando su quello che già esiste. L'importo del contributo, come detto, è concesso fino ad una soglia del 75% della spesa sostenuta e documentata e comunque non oltre i mille euro a richiedente, fino ad esaurimento del fondo che sarà quantificato nelle prossime settimane con un apposito bando firmato dal sindaco Michele Giannini.

Gli immobili oggetto dei lavori devono essere usati come edilizia abitativa, locali commerciali, attività alberghiere ed extralberghiere, ristorative, artigianali, agricoli e socioculturali. Addirittura, si legge nel regolamento, sono esentate dal pagamento dei tributi locali (solo quelli comunali, chiaramente) gli esercizi commerciali con sede in aree marginali del comune, o che svolgano un servizio di prima necessità come farmacie o botteghe di generi alimentari. L'esenzione sarà stabilita ogni volta nei bandi, ma di fatto è minimo annua. Quindi, di fatto il nuovo Comune unico muove i primi passi sul fronte delle opportunità di spesa, visto che in cassaforte ci sono i due patrimoni dei vecchi enti e soprattutto le somme che saranno girate dalla Regione fino al 2019. Senza contare, poi, l'affrancamento dal Patto di Stabilità per cinque anni, che consentirà di avere meno vincoli di bilancio.

Nicola Bellanova

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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