Il Tirreno

Lucca

Poca cura per l’area di piazza San Carlo

di Barbara Antoni
Poca cura per l’area di piazza San Carlo

Quasi tutte le attività hanno chiuso i battenti e ora nella zona scorrazzano bande di vandali. Hanno tirato anche un petardo nel ristorante All’Olivo

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LUCCA. L’illuminazione pressoché assente, bici e motorini appoggiati dove capita, negli ultimi tempi anche le incursioni notturne dei vandali: verso le 22 del 29 dicembre, tanto per divertirsi, un gruppo di ragazzacci ha pensato bene di gettare petardi dentro la cucina del ristorante All’Olivo in piazzetta San Quirico. L’esplosione ha causato attimi di panico, il tempo necessario per rendersi conto che si trattava di un colpo fasullo. Ma la proprietaria, la signora Antonella Antonini che gestisce il ristorante con il marito Corrado Petretti, ha chiamato ugualmente la questura, «perché così non si può andare avanti - dice estenuata, con il marito -. Le scorribande della sera sono diventate un’abitudine, a volte ci spostano le piante, rovesciano i bidoni della spazzatura, altre, come due sere fa, gettano petardi dentro il locale. Questa è una zona ignorata, per un sacco di motivi. Qui manca il passaggio, e intorno c’è abbandono».

L’abbandono sono i fondi vuoti da anni che si affacciano da una parte sulla piazzetta San Quirico, dall’altra sulla piazzetta San Carlo, una piccola isola, deliziosa, riportata a nuova vita negli anni Novanta fa con il recupero degli immobili, tra i quali un tempo c’era anche una fabbrica. Solo un negozio e il bar Fellini hanno resistito all’isolamento: la piazzetta San Carlo, proprio dietro la chiesa di San Cristoforo, invisibile seppure a venti metri in linea d’aria da via Fillungo, dopo l’exploit della riapertura si è ripiegata su se stessa.

Se non ci fossero le due attività rimaste che tutti i giorni sono aperte e illuminate, sarebbe un luogo morto del centro storico. I fondi, oltretutto, sono rimasti come sono stati lasciati dagli ultimi occupanti: con le scatole per terra, i fogli per coprire le vetrate strappati e mai sostituiti. Senza parlare di quelli che, approfittando dell’oscurita del vicolo San Carlo - fra la piazza e via Santa Croce - lo usano come bagno pubblico.

«In questa zona del centro - aggiunge la signora Antonini - è esclusa da qualsiasi manifestazione, da qualsiasi evento. La mostra mensile di arte in piazzetta dell’Arancio è finita perché sono venuti meno i contributi dell’amministraziono, le bancarelle più vicine del mercato dell’antiquariato sono quelle in piazza Bernardini e ce ne sono sempre meno. Quando si organizzano eventi in centro, si pensa solo a piazza Napoleone o a piazza del Giglio, il resto non esiste. Manifestazioni più piccole potrebbero trovare spazio anche qui».

E se le attività di piazzetta San Carlo hanno chiuso negli anni, Antonella Antonini comprende la decisione di quei commercianti. «I negozi chiusi fanno una tristezza infinita - dice -. Ma il problema è che per arrivare qui mancano parcheggi adatti, da quando hanno acceso i varchi poi di gente se ne vede sempre meno, dovrebbero spegnerli dalle 18 alle venti. A questa situazione si è aggiunta la squadra di ragazzacci che passa la sera verso le 21,30 e ne combina di tutte. Di notte questo è anche un luogo in cui stazionano straccioni».

Cercano di sdrammatizzare sui raid vandalici al Caffè Fellini.

«Il fenomeno c’è qui come in altri luoghi», spiegano. Ma una sottolineatura la fanno, quella dei fondi vuoti: «Per cambiare completamente la situazione in questo spazio del centro basterebbe che i locali venissero riaffittati, i fondi si riaccenderebbero e la gente tornerebbe a passare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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