Finanza
Terme, idee chiare per l’atteso rilancio
Confronto pubblico sul progetto della nuova gestione, che punta anche sull’appeal della storia di Bagni di Lucca
BAGNI DI LUCCA. Il rilancio del termalismo a Bagni di Lucca? Non solo è possibile, ma è già progettato. A partire dalla comunicazione e dalla promozione.
Se a nessuno si fa sapere, ad esempio, che lo stabilimento di Bagni di Lucca è l'unico ad avere acque che escono alla temperatura di 52°, come si può pretendere poi di avere la clientela tanta necessaria per il turismo e il commercio?
E' questo uno dei temi di fondo trattato nel corso del confronto pubblico sulla politica dell'amministrazione comunale e dei privati guidati da Vittorio Lapolla in merito alla gestione della risorsa termale. Nel suo complesso il progetto è stato presentato per la terza volta, ieri sera, a tutti gli interessati che hanno potuto esprimere anche le loro valutazioni.
Alla luce, tra l'altro, non solo delle spiegazioni dei dirigenti della società che gestisce lo stabilimento termale, ma anche dei bozzetti eseguiti a mano libera dall'architetto Tiziano Pucci, in grado di "spiegare" meglio il disegno complessivo rispetto ai consueti rendering realizzati al computer.
L'intenzione è quella di restaurare il complesso termale per riproporre a chi verrà alle Terme " quello che era", quindi ripulire senza aggiungere. La galleria napoleonica tornerà come era. Dalle grotte si tornerà ad accedere alla galleria e il restauro rivalorizzerà l'epoca e la storia dello stabilimento, partendo dai lampadari e dai pavimenti.
Sarà completamente rivisto poi il metodo di promozione e informazione sia in loco che sul web e sugli altri media.
Impensabile infatti parlare di ripresa se, come accade oggi, la gente arriva nella piazzetta e non sa neppure dove sia l'ingresso dello stabilimento termale.
«Ci rendiamo conto che è al momento impossibile competere con strutture come quelle di Saturnia o altri competitor, che però rispetto a Bagni di Lucca non hanno la storia e il valore indiscusso delle acque», hanno detto i rappresentanti della nuova gestione.
La prima cosa da fare sarà intanto dividere la parte sanitaria da quella riservata al benessere.
Attualmente c'è un sistema ritenuto non adatto nella collocazione e nella struttura degli spogliatoi: assurdo vedere persone che girano con le scarpe e con gli stivali.
Da riorganizzare è poi la parte sanitaria, partendo dai massaggi.
Un altro obbiettivo è far prevalere, nell’immagine e nell’appeal delle terme, l’aspetto storico su quello puramente commerciale delle spa del benessere, che tanto vanno di moda oggi in qualsiasi albergo.
Per la nuova gestione il mercato si divide in più fasce di potenziali clienti:
«Noi dobbiamo catturare la clientela che oltre a volere il massaggio o la grotta riesca – aggiungono i gestori – a capire dove si trova e voglia avere quindi un incontro con la storia.
«La location che si vuole inculcare nella testa del consumatore è quella che nasce da un duplice prodotto: storico e estetico. Indubbiamente un valore aggiunto. Chi verrà a Bagni di Lucca deve capire dove si trova».
La nuova gestione crede quindi nel successo che arriverà dal rilancio e si propone di uscire dai metodi fin qui utilizzati che, puntando soprattutto sulle convenzioni sanitarie, non riescono a portare i bilanci molto sopra il pareggio.
Certamente una bella spinta arriverebbe dal completamento dei lavori per la soprastante chiesetta (patrimonio della Curia) e dal complessivo recupero di tanti immobili in malora, a partire dal Grande Albergo cadente e dal suo parco diventato un prunaio. Ma per raggiungere questo obiettivo servono intese operative con la Soprintendenza e, soprattutto, imprenditori con la volontà e la potenzialità per investire.
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