Attenzione
Cani, venti multe durante l’anno per violazioni a leggi e regolamenti
Polizia municipale e Anpana hanno elevato due sanzioni per maltrattamento e omessa custodia e contravvenzioni da cinquanta a centotrenta euro ai padroni degli animali per averli lasciati liberi
LUCCA. Sono venti tra violazioni al codice penale e sanzioni amministrative elevate dalla polizia municipale di Lucca e i volontari dell’Anpana nei confronti dei proprietari di cani nel corso dell’anno. Undici le multe per la violazione del regolamento uomo-animale e nove per omessa custodia o maltrattamento di animali. Un numero decisamente ridotto anche perché i vigili urbani intervengono soltanto quando vengono avvertiti dagli interessati di un’irregolarità commessa dal padrone di un cane. «Ad oggi - sottolinea il comandante della polizia municipale del comune capoluogo, Stefano Carmignani - non ci è mai capitato che dall’interno di un ufficio pubblico o da un esercizio commerciale privato ci abbiano telefonato per segnalarci la presenza di molossi, mastini, meticci o altri cani di grossa taglia senza museruola (se prevista) e senza guinzaglio».
Denunce per maltrattamenti. Al comando dei vigili urbani nel corso del 2014 sono pervenute soltanto due denunce per omessa custodia degli animali. Avevano lasciato liberi cani di grosse dimensioni incuranti dello spavento procurato ad alcuni passanti. Ad entrambi i proprietari la polizia municipale ha elevato una contravvenzione di 50 euro inviando gli atti alla procura della Repubblica.
Deiezioni. Sempre durante l’anno la polizia municipale ha multato di 120 euro ciascuno i proprietari di due animali per le deiezioni canine. Non avevano portato la paletta e il sacchetto per togliere dalla strada gli escrementi dell’animale e sono stati pizzicati dai vigili durante il loro consueto giro in centro storico. Altre sette contravvenzioni da 130 euro ciascuna a chi sulle Mura, su piazze o vie del centro cittadino ha liberato i cani dal guinzaglio alcuni dei quali hanno morso dei passanti. Morale? Gli animali sono finiti in quarantena per verificare se fossero affetti da rabbia (nel 2014 non sono stati registrati casi del genere) per poi essere riconsegnati dall’Asl ai legittimi proprietari che invece sono stati costretti a conciliare pagando la multa. Un episodio particolare si è verificato alcuni mesi fa in via Buia quando una donna a legato il suo cagnolino a un discendente per lo scolo delle acque reflue accanto a una pizzeria. L’animale, in calore, al passaggio di un altro cane di sesso diverso si è liberato dalla corda e ne è nato un parapiglia sedato da due agenti della polizia municipale che si trovavano a passare da quella zona.
La recinzione. Pochi sanno che i cani devono essere custoditi in recinti particolari di dimensioni pari ad almeno 25 metri quadrati per ogni cane sino a 12 chili di peso e 40 metri quadrati per ogni cane di dimensioni maggiori. Il recinto dev'essere sicuro e impedire all'animale di fuggire o rompere le maglie della rete oltre a consentirgli di stazionare a sua scelta nella zona ombreggiata o soleggiata.
Se poi, per caratteristiche di aggressività il cane è legato, il collare non può essere di tipo scorsoio, nella zona dove si trova il cane non devono esserci sporgenze, rami, angoli, muri per impedire che il mezzo di contenzione possa impiccarlo. Inoltre la lunghezza della catena deve essere almeno sei metri ed è precluso l'utilizzo di corde e cavi di acciaio.
E chi non rispetta l'articolo 3 del regolamento? Contravvenzione da 60 a 360 euro per chi non utilizza una cuccia lavabile e disinfettabile e stessa sanzione per chi non chi non custodisce l'animale in un recinto adeguato alla sua stazza e per chi non usa i tipi di collari e catene indicati nella norma comunale.
In sostanza i recidivi che violano tutte e tre le condizioni minime di benessere dei cani rischiano di pagare un'ammenda pari 1080 euro.
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