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I GRANDI IMMOBILI

Torna all’asta l’ex esattoria di via Battisti

Torna all’asta l’ex esattoria di via Battisti

Lucca: la valutazione di Palazzo Andriani è scesa in pochi mesi da 3,1 a 1,7 milioni: l’incanto è stato fissato per il 17 febbraio 2015

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LUCCA. Da maggio, data della prima asta, a oggi il suo prezzo è quasi dimezzato, passando da 3,1 milioni a poco più di 1,7 milioni. Torna all’asta partendo da questa base Palazzo Andriani, in via Cesare Battista, più noto come l’esattoria comunale. Un grande edificio nel cuore del centro storico, da tempo vuoto e che è passato da mano varie volte, prima di arrivare in possesso di una società poi fallita.

Il complesso fra via Cesare Battisti, via degli Asili e via del Pavone è in vendita al miglior offerente: per acquistarlo (a eccezione degli appartamenti al terzo e al quarto piano) bisogna essere disposti a sborsare più di 1,7 milioni di euro. Cifra ridotta rispetto alla stima iniziale, anche alla luce delle difficoltà che si incontrano, sul mercato immobiliare di oggi, a piazzare edifici di questo tipo che per di più hanno bisogno di importanti interventi di recupero.

La nuova vendita all'incanto è comunque fissata per il 17 febbraio 2015 (con offerte fino al giorno prima) nell'ufficio del ragionier Fabio Vergamini, in via Valmaira 16 a Castelnuovo Garfagnana. Vergamini è il curatore fallimentare della procedura che riguarda la società lucchese "Immobiliare Emme C", ultima proprietaria del piano terreno e del primo piano del palazzo. La storia recente di questo edificio è stata infatti costellata da trasferimenti e carte bollate. Quando da Lodi ci fu la calata di Gianpiero Fiorani sulla Cassa di Risparmio di Lucca, infatti, l'esattoria passò (nel marzo 2002) insieme ad altri immobili nel paniere della Popolare: prima nella "Bipielle immobili", poi con cambio di denominazione nella "Bipielle real estate".

Qualche mese più tardi un nuovo conferimento, stavolta nella "Bipielle immobili strumentali". Intanto, però, gli uffici dell'esattoria si erano trasferiti: prima in via Angeloni a Sant'Anna, poi nella nuova sede di Guamo.

Così a novembre 2005 palazzo Andriani venne venduto per una cifra intorno ai 4 milioni a un'immobiliare milanese, la "Olivia srl". Che - al termine di questa girandola - la cedette a sua volta alla "Immobiliare Emme C": l'azienda che - ennesima vittima della crisi immobiliare degli ultimi anni - arrivando al fallimento ha portato all'asta del complesso.

Prima di arrivare a questo punto, palazzo Andriani era però diventato protagonista di una querelle giudiziaria fra Olivia e Immobiliare Emme C, con la prima che chiedeva la risoluzione del contratto. Una diatriba legata anche al fatto che non era stato registrato dal notaio il fatto che la Soprintendenza non avesse esercitato il diritto di prelazione sull'immobile. Ma in realtà - si è scoperto in un secondo momento - su palazzo Andriani fino a tempi recentissimi non c'era alcun vincolo. La Soprintendenza ha infatti avvertito il geometra Giovanni Leonardi, incaricato di redigere la perizia di stima, che i precedenti procedimenti per vincolare l'immobile non si erano conclusi. Una mancanza alla quale è stato messo riparo a febbraio.

Il complesso in vendita non è classificato come residenziale. Anche se, nella parte storica (quella che dà su via Battisti) ha pavimenti di cotto e affreschi alle pareti, tutti i locali sono stati usati per decenni come uffici. Sul retro, poi, c'è la parte più recente, quella con il grande salone di ricevimento del pubblico, al quale si può accedere da via degli Asili. Nella sua perizia il geometra Leonardi segnala che sarà necessario, per l'acquirente una «totale ristrutturazione e riqualificazione» del palazzo.

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