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nelle feste

I turisti scelgono i B&B e snobbano gli hotel

di Barbara Antoni
I turisti scelgono i B&B e snobbano gli hotel

I gestori riportano le proteste degli ospiti per le attività chiuse a S.Stefano. Buoni affari per i ristoranti. Stefani: i lucchesi tornano alle nostre tavole

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LUCCA. A Natale e Capodanno buoni affari per i B&B, meno per gli alberghi. I ristoranti invece ritrovano, soprattutto a Natale, i lucchesi. In poche parole è la fotografia del turismo in città di questo periodo. Con una nota che accomuna la gran parte dei gestori di strutture ricettive: molti ospiti si sono lamentati per i negozi e i pubblici esercizi chiusi il 26 dicembre e per i ristoranti che per Natale erano in ferie. Reclami che hanno fatto breccia nei gestori, perché «se vogliamo dare impulso al turismo - dice Maria Pia Bertolli, proprietaria dell’affittacamere La Camelia in piazza San Francesco - tutti gli addetti ai lavori di commercio e turismo devono tenere il passo». Nella sua struttura le feste sono andate «benino» quanto a presenze. «Turisti italiani ma molti anche spagnoli - dice la signora Bertolli -. Diversi nostri ospiti hanno fatto notare che la città è un po’ troppo tranquilla, con pochi eventi e pochi locali aperti, soprattutto il 26 dicembre. Devo dire che le presenza a Natale sono state una sorpresa: è andata meglio che nel 2013. Non abbiamo toccato i prezzi».

«Confermiamo le presenze delle festività 2013 - spiega Rita Lucchesi del B&B Lucca in centro in piazza della Magione. Lavoreremo bene fino a Befana, poi sarà un deserto. Per questo non capisco come mai il 26 dicembre in centro la maggioranza di negozi e di locali era chiusa».

Bene le presenze («completi da Natale al 4 gennaio») anche al B&B Villa Agnese in viale Marti. Ma «per riempire le camere abbiamo abbassato i prezzi all’incirca del 15%: la tariffa media giornaliera per una matrimoniale è passata da 90 euro a 75-80 - spiega Greta Ciardella, che gestisce la struttura -. In prevalenza abbiamo ospiti italiani: ci aiutano la nostra collocazione di fronte alle Mura e la dotazione del parcheggio. I nostri ospiti non si sono particolarmente lamentati per le attività chiuse il 26 dicembre, forse perché è così anche nel posto dove vivono».

«Presenze discrete» al B&B Evelina in via degli Streghi. «Abbiamo cinque camere - spiega la proprietaria Silvia Goletti - in media tre o quattro sono sempre occupate. Abbiamo soprattutto ospiti italiani: dicono di trovarsi bene a Lucca, ma sono delusi dal fatto di avere trovato chiusi luoghi da visitare, come Palazzo Pfanner e la Torre delle Ore, e anche per le attività chiuse il 26 dicembre. Sembrava di essere a Ferragosto. Credo che sarebbe opportuno ripensare giornate come questa: i turisti che si fermano gradiscono trovare le attività aperte».

Presenze assolutamente negative invece per un altro B&B, Al Cardinale in corte dell’Angelo. Il proprietario Dario Guarino afferma «di non avere visto nessuno a Natale. Per San Silvestro abbiamo finora una sola camera prenotata. Chissà, sarà forse perché i turisti preferiscono altre mete, mare e montagna invece delle città d’arte. O forse sarà che per le feste la gente vuole trattarsi bene e sceglie solo strutture di alto livello».

Il malumore del signor Guarino però è condiviso dal presidente di Federalberghi Pietro Bonino. «Natale? Disastroso, forse il peggiore dal 1999. Eppure gran parte delle strutture hanno anche ridimensionato i prezzi rispetto all’anno scorso. Si prospettano già alcune presenze invece intorno a fine anno». E quanto al «problema tecnico« delle attività chiuse nei giorni delle feste, Bonino fa notare che «quando non c’è gente, stare chiusi equivale a risparmiare per quanti hanno un’attività. Purtroppo è dura, è non è semplice andare avanti».

La voce dei ristoratori lucchesi arriva attraverso Benedetto Stefani di Confcommercio, presidente provinciale della categoria. «Abbastanza persone a pranzo per Natale, la novità è che sono tornati alle nostre tavole i lucchesi. Pochi invece i turisti italiani, che hanno prenotato però per San Silvestro, quando i ristoranti si prospettano pieni. Il segreto per far tornare a la gente nei ristoranti? Abbassare le tasse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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