Il Tirreno

Lucca

Caro Babbo Natale, porta serenità nella mia famiglia

di Barbara Antoni
Caro Babbo Natale, porta serenità nella mia famiglia

È il desiderio espresso da tanti bambini nelle letterine consegnate nell’officina in via S. Paolino. «I piccoli non hanno più sogni, questo fa male»

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LUCCA. In cima ai desideri delle bambine l’intramontabile Cicciobello o una bambola ultimo grido; il primo desiderio per i maschietti un trenino, macchinine, mostri vari. Per tutti, pattini, tablet e computer formato giovanissimi utenti. Ma è la fine della letterina che spiazza: «E poi, Babbo Natale, porta anche un fidanzato per la mia mamma».

Conclusioni che hanno lasciato di stucco anche Babbo Natale, da quindici giorni a questa parte all’opera nella sua “officina” all’inizio di via San Paolino, davanti alla piazzetta dei Cocomeri. Un Papà Natale esperto il volontario ultradecennale della Protezione civile Mauro Sorbi: legge letterine e ascolta i desideri dei bambini da dieci anni a questa parte, prima nella casetta di San Martino in Freddana nata nel 2005 da un’idea della compianta Annita Colombo e delle sue tre figlie, poi a Lucca, interprete di iniziative natalizie messe in atto dalla Provincia prima, dal Comune poi e adesso dal comitato San Paolino. Uno che ci crede nel suo ruolo di Babbo Natale che asseconda i sogni dei bambini, che contribuisce a mantenere in vita leggende e tradizioni.

«L’anno scorso - racconta Sorbi - uno dei desideri più ricorrenti scritti dai bambini nelle letterine era un posto di lavoro per il babbo. Quest’anno un fidanzato per la mamma: l’ho trovato in molti biglietti, sia di bambini che di bambine. Sono spunti che fanno riflettere, segnali che danno il senso del cambiamento avvenuto e ancora in corso, soprattutto nel tessuto sociale. Le famiglie divise, i discorsi che i bimbi sentono fare dai genitori separati».

Hanno in prevalenza dai tre agli otto anni i bimbi che vanno a far visita a Babbo Natale in persona; il più delle volte arrivano accompagnati dalla mamma. Quest’anno, dal 9 dicembre, nella sua “officina” in via San Paolino ne sono arrivati circa un migliaio (ultimo giorno utile per la visita e la consegna delle letterine oggi dalle 15,30 alle 17).

«I primi anni si veniva alla casetta di Babbo Natale pieni di gioia e si usciva con il sorriso - ricostruisce ancora Sorbi -. Oggi i bimbi arrivano, ma il loro atteggiamento è cambiato. Sono sbrigativi, mi tirano la barba per accertarsi che sia vera. Non si soffermano, non si incantano, sono rapidi e frettolosi come gli adulti. Anche le liste dei regali richiesti a Babbo Natale si è molto accorciata: i bimbi chiedono poche cose, forse consapevoli della crisi e della povertà che c’è, consapevoli di questo momento difficile in cui in primo luogo manca la sicurezza sociale. Ma anche il livello culturale si è impoverito».

«Sembra - conclude Babbo Natale Mauro Sorbi - che i bambini non abbiano più sogni, o che ne abbiano molto pochi, ed è una cosa che fa male».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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