Gioco
Caro Babbo Natale, porta serenità nella mia famiglia
È il desiderio espresso da tanti bambini nelle letterine consegnate nell’officina in via S. Paolino. «I piccoli non hanno più sogni, questo fa male»
LUCCA. In cima ai desideri delle bambine l’intramontabile Cicciobello o una bambola ultimo grido; il primo desiderio per i maschietti un trenino, macchinine, mostri vari. Per tutti, pattini, tablet e computer formato giovanissimi utenti. Ma è la fine della letterina che spiazza: «E poi, Babbo Natale, porta anche un fidanzato per la mia mamma».
Conclusioni che hanno lasciato di stucco anche Babbo Natale, da quindici giorni a questa parte all’opera nella sua “officina” all’inizio di via San Paolino, davanti alla piazzetta dei Cocomeri. Un Papà Natale esperto il volontario ultradecennale della Protezione civile Mauro Sorbi: legge letterine e ascolta i desideri dei bambini da dieci anni a questa parte, prima nella casetta di San Martino in Freddana nata nel 2005 da un’idea della compianta Annita Colombo e delle sue tre figlie, poi a Lucca, interprete di iniziative natalizie messe in atto dalla Provincia prima, dal Comune poi e adesso dal comitato San Paolino. Uno che ci crede nel suo ruolo di Babbo Natale che asseconda i sogni dei bambini, che contribuisce a mantenere in vita leggende e tradizioni.
«L’anno scorso - racconta Sorbi - uno dei desideri più ricorrenti scritti dai bambini nelle letterine era un posto di lavoro per il babbo. Quest’anno un fidanzato per la mamma: l’ho trovato in molti biglietti, sia di bambini che di bambine. Sono spunti che fanno riflettere, segnali che danno il senso del cambiamento avvenuto e ancora in corso, soprattutto nel tessuto sociale. Le famiglie divise, i discorsi che i bimbi sentono fare dai genitori separati».
Hanno in prevalenza dai tre agli otto anni i bimbi che vanno a far visita a Babbo Natale in persona; il più delle volte arrivano accompagnati dalla mamma. Quest’anno, dal 9 dicembre, nella sua “officina” in via San Paolino ne sono arrivati circa un migliaio (ultimo giorno utile per la visita e la consegna delle letterine oggi dalle 15,30 alle 17).
«I primi anni si veniva alla casetta di Babbo Natale pieni di gioia e si usciva con il sorriso - ricostruisce ancora Sorbi -. Oggi i bimbi arrivano, ma il loro atteggiamento è cambiato. Sono sbrigativi, mi tirano la barba per accertarsi che sia vera. Non si soffermano, non si incantano, sono rapidi e frettolosi come gli adulti. Anche le liste dei regali richiesti a Babbo Natale si è molto accorciata: i bimbi chiedono poche cose, forse consapevoli della crisi e della povertà che c’è, consapevoli di questo momento difficile in cui in primo luogo manca la sicurezza sociale. Ma anche il livello culturale si è impoverito».
«Sembra - conclude Babbo Natale Mauro Sorbi - che i bambini non abbiano più sogni, o che ne abbiano molto pochi, ed è una cosa che fa male».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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