Badante svuota i conti degli anziani che assiste
Lucca: è accusata di aver sottratto 60mila euro a una coppia di pensionati. Parte dei soldi spesi nelle sale giochi. Una causa civile nei confronti delle poste e della banca
LUCCA. Parte dei soldi sottratti ai suoi anziani datori di lavoro - circa 60mila euro in sei mesi - li avrebbe utilizzati in varie sale giochi della Lucchesia e della provincia di Pisa sperperandoli con le slot machine e i videopoker. Nei guai finisce una quarantenne badante filippina attualmente uccel di bosco e il legale della coppia derubata sta pensando di intentare una causa civile con richiesta risarcitoria nei confronti di un istituto di credito e di un ufficio postale i cui responsabili hanno accettato gli assegni presentati dalla colf infedele senza preoccuparsi se la firma apposta fosse o meno dei titolare dei conti correnti.
La storia. Nell’ottobre 2013 la coppia di pensionati - che vive nella periferia cittadina - mette un annuncio di ricerca di personale. Ha bisogno di una badante che possa assisterli due-tre volte alla settimana accudendo alla casa e occupandosi di lavori domestici che loro non possono più svolge. Un mese dopo viene assunta una domestica filippina con referenze ed esperienza. All’inizio l’intesa è ottima. E il rapporto fiduciario si consolida giorno dopo giorno. Ormai la badante è la regina della casa. Può muoversi liberamente e possiede le chiavi di ogni stanza e di ogni cassetto. E a marzo inizia a mettere in atto il suo piano. Stando al racconto fornito dalla coppia denunciante agli inquirenti - la vicenda è seguita dai carabinieri che hanno informato la procura della Repubblica - verso marzo sono iniziati i furti di assegni prima bancari e poi postali.
Via 60mila euro. Il sistema era semplice e rapido. La badante asiatica entrava nella camera da letto, apriva un cassetto, trovava il carnet degli assegni, ne staccava uno e vi apponeva una firma falsificando quella della padrona di casa. A quel punto se ne andava in uno sportello del Monte dei Paschi dove la pensionata teneva il conto e incassava la cifra che la badante stessa aveva indicato nello cheque. Il tutto senza che avesse la firma in banca e che dirigenti o dipendenti dell’istituto di credito controllassero l’autenticità della firma. Da marzo a settembre avrebbe incassato 20mila euro. Identica procedura eseguita per l’ufficio postale di una frazione del Capannorese dove la pensionata aveva un altro conto postale. Anche in quel caso i soldi prelevati ammonterebbero a 20mila euro. Lo stesso trattamento l’avrebbe riservato al marito della pensionata. Scovato il luogo segreto della casa dove teneva la carta bancoposta con tanto di codice segreto l’assistente filippina ha effettuato una serie di prelievi ai vari sportelli della Piana per un ammontare di poco inferiore ai 20mila euro.
Slot machine. Ad accorgersi dell’ammanco il direttore dell’agenzia in questione del Monte dei Paschi che, in seguito a controlli a campione, manda a chiamare l’intestataria del conto, assistita dall’avvocato Nicola Barsotti, e chiede conferma della firma su un assegno e sui vari prelevamenti. La pensionata resta senza parole e nega di aver autorizzato quei prelievi oltre a disconoscere la firma sull’effetto bancario. Siamo a settembre e la badante viene licenziata in tronco. Da quel momento però scompare e non si hanno più sue notizie. Dagli accertamenti successivi emerge pure che svariate migliaia di euro sono state impiegate dalla donna, e forse dal compagno di lei, nelle sale slot della Lucchesia e della provincia di Pisa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
