Il Tirreno

Lucca

Tu mi fai correre, io ti sistemo gli spogliatoi

di Nicola Bellanova
Tu mi fai correre, io ti sistemo gli spogliatoi

Storia di solidarietà e integrazione a Camporgiano dove sono accolti alcuni richiedenti asilo

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CAMPORGIANO. Una bella storia di Natale, che mescola solidarietà e sport pulito, i due veicoli che riescono ad eliminare diffidenze e tentazioni razziste.

Lo sport si sa da sempre è veicolo di integrazione e strumento volto a far incontrare e sfidare i popoli, sfide che finiscono quasi sempre con abbracci e strette di mano.

Anche in Garfagnana le varie associazioni sportive si sono negli anni integrati ragazzi con storie diverse provenienti da varie parti del mondo. Certo, c’è ancora molto da lavorare, ma ancora una volta la disciplina “principe” è ancora la corsa.

Il protagonista di questa storia è Fousseiny, giovane ragazzo del Mali arrivato lo scorso agosto con una bagnarola a Lampedusa è oggi ospitato, assieme ad altri connazionali, presso l'agriturismo Borgo Biaia di Camporgiano, progetto gestito dal consorzio So&Co. di Mugnano, e affidato alla cooperativa sociale Odissea. Appena sbarcato e ripreso dal lungo viaggio, Fousseiny ha da subito manifestato la sua voglia di sport passando ore ed ore a correre sulle strade del paese.

Poi Graziano Poli, presidente del Gruppo Podistico "Parco Alpi Apuane", ha accolto a braccia aperte il profugo, standogli vicino come un fratello, aiutandolo nei programmi di allenamento e fornendogli le attrezzature sportive idonee a continuare la sua passione.

I richiedenti asilo notano immediatamente i gesti di solidarietà provenienti dal gruppo sportivo e decidono di sdebitarsi, in modo volontario, rimettendo in sesto gli spogliatoi della società sportiva.

Un segno di gratitudine di grande importanza in questi momenti di crisi e grande intolleranza:

«Un gesto che fa vincere tutti e rende ancora una volta lo sport, e la corsa in particolare, il tramite ideale per riscoprire valori profondi e fondamentali, per riscoprire l'umanità - commenta Graziano Poli -. E’ siamo orgogliosi di aver fatto tutto questo».

Valerio Bonetti, presidente della Cooperativa Odissea aggiunge: «Da anni lavoriamo con i richiedenti asilo politico è sempre nostro obbiettivo far si che i richiedenti asilo non rimangano passivi ma che si pongano attivamente rispetto alla comunità che li ospita. Lavoriamo affinché questi progetti crescano al meglio e che lascino un forte segno sia nel territorio sia nei migranti. Per questo poniamo il massimo della cura nel nostro lavoro, e quello che sta succedendo in Garfagnana è una piccola ma significativa vittoria per noi». I profughi ospitati sono giovani arrivati sulle coste sicule e tutti questi sono richiedenti asilo politico, e sono ospitati in strutture di accoglienza così come previsto dalla alla Convenzione di Ginevra, solitamente in fuga da guerre, violenza e povertà che attanagliano molti paesi del sud del mondo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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