Sicurezza
Piste ciclabili a ostacoli tra auto e scooter in sosta
Difficile percorrere i pochi tratti riservati alle biciclette a S. Anna e S. Concordio. Non c’è separazione con i percorsi per i pedoni e quindi c’è chi sceglie la strada
LUCCA. Le piste ciclabili a Lucca: poche, usate male e trascurate. E’ l’esito di una nostra inchiesta su una delle possibili alternative al traffico automobilistico. In una città relativamente piccola come Lucca, è semplice spostarsi in bicicletta e raggiungere le varie zone del comune. O meglio, sarebbe semplice se il largo uso delle due ruote da parte dei cittadini fosse accompagnato da un adeguato sistema di piste ciclabili. Il primo, vero, grande problema è appunto questo: i percorsi specifici per le biciclette si possono contare sulle dita di una mano.
C’è anche da dire che i pochi tratti esclusivamente adibiti alle due ruote hanno anche i loro problemi. In via Barsanti e Matteucci, ad esempio, è possibile trovare un tratto di pista ciclabile ben segnalato e separato da marciapiede e strada: stiamo parlando però di appena duecento metri. Inoltre, sullo stesso lato in cui si trova il percorso vi è anche l’Istituto Tecnico per Geometri “Lorenzo Nottolini”.
Ciò significa che la corsia riservata alle biciclette, per quanto sia segnalata e delimitata, è più appannaggio dei motorini degli studenti che dei ciclisti stessi, che negli orari di entrata e di uscita dalla scuola si trovato a dover fronteggiare il flusso di ciclomotori. La corsia per le biciclette è accompagnato da una fila di alberi che, per il corso naturale delle stagioni, stanno perdendo foglie: queste non vengono rimosse e, in caso di pioggia, diventano scivolose, rappresentando un reale pericolo per chi decida di avventurarsi sulle due ruote in quella zona.
I ciclisti, a questo punto, preferiscono allora muoversi sulla strada e molti ignorano del tutto la presenza della pista ciclabile al loro fianco. Su Viale Giacomo Puccini, a Sant’Anna, la situazione è diversa. La pista è abbastanza lunga, ma chiaramente incompleta: si ferma infatti qualche decina di metri dopo la svolta per via Ferraris. La strada – è risaputo – è tra le più trafficate della nostra città, e non mancano i soliti “furbi” che parcheggiano in maniera incivile, anche a ostruire il percorso ciclabile destinato a ben altro uso. Non solo gli automobilisti, ma anche molti pedoni si dimostrano spesso distratti e poco corretti. Infatti quello che caratterizza questo tratto è che non sono ben definiti il marciapiede e la pista ciclabile stessa: i pedoni camminano ovunque, ciò rende il percorso a due ruote inutilizzabile e ancora una volta i ciclisti preferiscono la strada alla corsia specifica.
«Io vengo da Napoli – dice Mario Boccino, che fa spesso uso della bici per spostarsi – e di piste ciclabili non ce ne sono. Forse però questa è troppo corta e dovrebbe essere allungata. Se i pedoni stessero da una parte il percorso sarebbe più scorrevole».
Per quanto riguarda viale San Concordio, anche qua vi troviamo un tratto ciclabile di poche centinaia di metri e con gli stessi problemi di Sant’Anna: la corsia non è separata dal marciapiede e i pedoni rappresentano un ostacolo a chi si vuole muovere rapidamente in bicicletta. «La bicicletta è un’ottima alternativa alla macchina – dice Lakbir Khaydouni, che viene dal Marocco – perché è difficile trovare parcheggio in città. Nel mio paese ci sono le piste ciclabili, ma qua ne avete di più: purtroppo non ce ne sono molte e dovrebbero farne di più perché spostarsi in automobile sta diventando un problema».
C’è anche chi dice che si dovrebbe investire di più: «La gente qua usa molto la bicicletta – afferma Moreno Di Vecchio, che stava passeggiano sulla pista ciclabile in Viale Castracani – e per questo bisogna investire in questo senso. Rispetto agli altri paesi d’Europa siamo molto indietro».
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