Il dolore
Rapina-choc: «Ero terrorizzato, ho avuto paura di morire»
Il drammatico racconto di Renato Felicioni, il titolare del Garden Luce rapinato dentro la sua ditta
ALTOPASCIO. Guarda le immagini delle telecamera esterno di videosorveglianza che inquadra il piazzale. Ma i fotogrammi non chiariscono bene e soprattutto l’angolazione del video non inquadra i due banditi mentre escono dalla sua ditta. Renato Felicioni, 76 anni, di Ponte Buggianese, è il titolare della Garden Luce, un’azienda con 20 anni d’esperienza nella produzione di apparecchi per l’illuminazione esterna urbana e privata che si trova in via del Palazzaccio località Cerbaie a poche centinaia di metri dal casello autostradale. Ieri mattina poco dopo le 11 ha subito una rapina opera di due banditi con il volto travisato che lo hanno fatto sdraiare a terra mettendogli una mano sulla faccia e un ginocchio sul petto e legandologli i piedi con un filo elettrico trovato sul posto: «Sono stati minuti interminabili. - racconta il titolare della Garden Luce - Ero terrorizzato e ho temuto per la mia incolumità. Sì, ho avuto paura di morire».
Banditi dietro la porta. «Erano le 11 e mi trovavo solo nel mio ufficio. Ogni sabato mattina passa l’amico titolare della Logistica Sivep, azienda d’informatica che si trova accanto alla mia, per fare due chiacchiere. Così quando ho sentito bussare alla porta non mi sono insospettito e sono andato a ad aprire senza neanche controllare dalla finestra. Ho visto due figure incappucciate e mi sono sentito mettere una mano sulla faccia. Una manciata di secondi ed ero disteso a terra con un ginocchio di uno dei banditi, che aveva un accento italiano, contro il mio petto. L’altro invece ha preso del filo elettrico e mi ha legato entrambi i piedi intimandomi di consegnare il portafogli. Ero terrorizzato e non ho reagito. Gli ho dato i soldi che tenevo nel portamonete: circa 2000 euro. Denaro che avevo ritirato venerdì dalla banca per comprare i regali di Natale per i miei dipendenti. Gli ho indicato anche il posto dove tengo le chiavi della Mercedes e il telecomando del cancello.
Chiavi sbagliate. A quel punto i banditi si sono precipitati fuori, ma nella foga al posto delle chiavi della macchina hanno preso quelle del furgone ritrovate nell’abitacolo della berlina.
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