Italia
Piccolo imprenditore aggredito e rapinato
Banda in azione alla Garden Luce di Altopascio. Il titolare è stato legato e minacciato e ha dovuto consegnare il portafogli con duemila euro
ALTOPASCIO. La criminalità alza il tiro. E stavolta i banditi agiscono al mattino con il rischio di essere scoperti. Lo fanno con una feroce determinazione e senza badare troppo alle conseguenze. A volto coperto prendono di mira l’anziano titolare di una piccola azienda - la Garden Luce srl nella zona industriale di via del Palazzaccio ad Altopascio - lo immobilizzano, lo minacciano, lo legano e lo rapinano. Poi provano a fuggire con la sua Mercedes, ma sbagliano le chiavi d’accensione prendendo per errore quelle del furgone della ditta. Hanno però la lucidità di proseguire nella loro azione criminosa. Provando a impossessarsi, senza riuscirci, della Mercedes del titolare della vicina azienda informatica e scaraventando fuori dall’abitacolo della sua Renault Megane nera un dipendente della ditta per poi darsi alla fuga con quella vettura dileguandosi verso Chiesina Uzzanese. Un colpo che frutta circa duemila euro, ma che sgomenta per la rapidità d’azione e il modus operandi dei due malviventi. I carabinieri di Altopascio coadiuvati dal radiomobile e dalle stazioni della Valdinievole sono alla ricerca dell’auto rubata e di indizi utili alla cattura dei banditi. Le immagini estrapolate dalla telecamere esterna alla Garden Luce difficilmente potranno aggiungere elementi nuovi rispetto a quelli già raccolti dagli inquirenti.
Raid mirato. Sono passate da pochi minuti le 11 del mattino quando Renato Felicioni, classe 1938, residente a Ponte Buggianese e da oltre vent’anni titolare della Garden Luce srl si trova in ufficio. È un abitudinario Felicioni e a quell’ora attende la visita del responsabile della Logistica Sivep che si trova a pochi metri di distanza dalla sua azienda. Sente bussare e meccanicamente va ad aprire. Di fronte si trova due individui incappucciati. Non fa neanche in tempo a realizzare che viene steso a terra. Uno gli mette le mani sulla faccia per non farlo urlare, l’altro gli poggia il ginocchio sul petto. È terrorizzato Felicioni, respira a fatica. «Non mi fate del male» riesce a dire ai due banditi, accento italiano, che senza troppi fronzoli si fanno consegnare il portafogli contenente 2000 euro e, su indicazione della vittima, vanno a prendere in ufficio le chiavi della sua Mercedes e l’apri cancello.
Dipendente aggredito. Ma nella fretta sbagliano chiavi. Prendono quelle del furgone e quando vanno ad inserirle nel quadro è troppo tardi. Ma hanno la lucidità necessaria per notare che il titolare della Logistica Sivep sta sopraggiungendo a bordo di una Mercedes. Cercano di bloccarlo, ma lui fiuta il pericolo e si allontana quando i due banditi erano già riusciti ad aprirgli lo sportello lato passeggero . La prontezza di riflessi invece fa difetto a Tianwen Wang, 43 anni, cinese, dipendente della Sivep. È ancora alla guida della sua Renault Megane quando viene assalito dai malfattori incappucciati: «Ero appena entrato nel piazzale - dice Wang - e quando ho realizzato cosa stava accadendo mi erano già entrati nell’abitacolo mettendomi le mani addosso. Mi hanno scaraventato sull’asfalto per poi fuggire con la mia autovettura nonostante il mio principale abbia cercato di fermarli mettendosi di traverso al cancello e rischiando di essere travolto. Non solo, per sfuggire all’inseguimento del titolare della Logistica Sivep, i banditi passano con il semaforo rosso e si dileguano in direzione di Chiesina Uzzanese.
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