Attenzione
Michele Placido nei panni del giovane Puccini
Al Giglio il lavoro sui rapporti tra il grande compositore e il fratello Michele a cui era particolarmente legato. Una serata di alto livello emotivo
LUCCA. Domani sera presterà la sua voce a Giacomo Puccini nella serata celebrativa del 156mo anniversario della nascita, in programma alle 21 al teatro del Giglio. L’attore Michele Placido sarà l’interprete di una serie di scambi epistolari avvenuti tra il 1877 e il 1896 tra lui e il fratello Michele, cui era particolarmente legato. Un giovane Puccini, dunque, quello che emergerà dalle numerose lettere - molte delle quali inedite - che il pubblico in sala potrà conoscere per la prima volta durante una serata che si preannuncia ad altissimo tasso emotivo. Incontriamo l’attore durante una pausa dalle prove, il quale ci accoglie sul palcoscenico davanti al pianoforte insieme al figlio Brenno, 23 anni compiuti da poco che sarà la voce “scapestrata” del Puccini ventenne fino alla maturità. Ma anche la voce dell’amato fratello che più volte lo raggiunse a Milano, trascorrendo insieme a lui lunghi periodi.
Per l’attore, ritratto perfetto del padre da giovane, da anni protagonista di film e fiction televisive come “Romanzo criminale” e “Tutti pazzi per amore” questa sarà una grande occasione per dimostrare anche le proprie capacità recitative in teatro. Capelli candidi e lo sguardo vivace e penetrante su un volto vissuto e mai sfiorato dal bisturi che ha mantenuto inalterato quel fascino indiscutibile che ha fatto innamorare migliaia di donne, Michele Placido dice di essere emozionato nel calarsi in una leggenda come Giacomo Puccini. «E, aggiunge, gravato di una grande responsabilità nel farlo in questo teatro dove egli più volte venne per assistere a un suo spettacolo, salendo poi su questo palcoscenico per ricevere gli applausi del pubblico. Un’esperienza che certamente arricchirà anche un profano delle scene come me, orgoglioso di rappresentare lo spirito di un musicista senza tempo e senza età. Un’esperienza che mi consentirà peraltro di conoscere quella componente familiare che finora ignoravo».
Il recital, intervallato da brani tratti dalle più struggenti opere del Maestro eseguite dal soprano Serena Farnocchia, si concentrerà sulle tappe salienti della vita giovanile del compositore, svelando momenti di intimità e particolari risvolti della propria esistenza che lasceranno trasparire quelle tenerezze, emozioni, ansie e trepidazioni che successivamente egli trasmetterà al pubblico attraverso le sue immortali composizioni. Un canovaccio intenso e appassionante per uno spettacolo nel quale, prosegue Placido, si cercherà di cogliere soprattutto l’aspetto umano e i mutamenti nel tempo di un ragazzo forte e determinato che voleva emergere ad ogni costo, dimostrando così che, con impegno e caparbia, anche un provinciale poteva farcela e riuscire a spiccare il volo verso la celebrità. Tra le opere di Puccini è Bohème quella prediletta dall’attore perché, ribatte, mi riflette perfettamente quando volgo lo sguardo indietro nel tempo. Ma riflette soprattutto le giovani generazioni, sempre più afflitte da un futuro incerto che concede loro poche opportunità, bruciando sogni e speranze, spesso racchiusi nei tentacoli di un mondo che nega l’arte e la cultura, le quali sarebbero invece il sale per lo sviluppo di una società che rischia di soffocare nell’ignoranza. Sorride Placido quando gli chiediamo perché, nonostante abbia interpretato centinaia di personaggi diversi, finora non abbia mai pensato di essere sor Giacomo, considerando anche i suoi legami con Lucca, attraverso i rapporti familiari. «Come attore sarebbe un po’ troppo tardi, vista l’età, perché potrei soltanto interpretarlo nei suoi ultimi giorni. Ma, partendo dalla fine, in una sorta di flash back si potrebbe fare un percorso a ritroso nel tempo utilizzando attori per le diverse fasi della vita del compositore. E, perché no? magari anche un dramma musicale sulla medesima linea. Un progetto che, risorse permettendo, Lucca potrebbe adottare con tutto il mio appoggio».
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