Sicurezza
Provincia, presidio fino a lunedì
Lavoratori mobilitati per la paura di perdere il posto: «Nessuno ci dice chiaramente quale sarà il nostro futuro»
LUCCA. «Sarà un Natale amaro. Molto amaro». Emanuela Cozzoli scuote la testa e resta in silenzio, non ha altre parole per spiegare come si sente, con l'incubo della mobilità e del taglio di risorse alle porte. È una dipendente e rappresentante sindacale della Provincia di Lucca e dietro a quel 50 per cento di riduzione di spesa sul personale entro la fine del 2015 – così come richiesto dalla legge di stabilità - c'è scritto anche il suo nome. Per questo è scesa a manifestare insieme agli altri dipendenti di Palazzo Ducale, soprattutto donne, che da ieri sono in mobilitazione con un presidio permanente all'ingresso di Cortile Carrara, tra striscioni, bandiere e volantinaggi
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«Non sappiamo cosa ci succederà – spiega - non sappiamo dove andremo a finire e cosa resterà delle nostre professionalità. In queste ore stanno discutendo a Roma del nostro futuro, ma per noi si aprirà un periodo di assoluta negatività. Si parte con la mobilità, qualcuno forse verrà assorbito da altri enti, tanti altri invece no: è tutto incerto e nebuloso, nessuno ci ha spiegato cosa effettivamente succederà. Sono tre anni che viviamo giorno per giorno, senza prospettive chiare; si stava discutendo del decreto Del Rio, che prevedeva un riordino nell'assetto degli enti provinciali, poi, improvvisamente in questa settimana, è emersa la volontà di tagliare del 50 per cento le spese del personale entro la fine del 2015. Concretamente significa prendere la pianta organica dell'aprile scorso e dimezzarla: quindi tagliare per metà i 478 dipendenti attualmente impiegati a Palazzo Ducale. Cioè più di duecento persone, più di duecento famiglie».
Le modalità della protesta vengono decise di ora in ora, anche in relazione agli aggiornamenti che arrivano da Roma. Per il momento il presidio è previsto fino a lunedì, gli uffici provinciali sono comunque in funzione, i dipendenti hanno organizzato una turnazione per garantire un minimo di presenza in Cortile Carrara, mantenendo però l'orario di lavoro. «Oltre al taglio del cinquanta per cento in ballo c'è anche la riduzione fortissima di risorse per l'ente – continua Cozzoli – che resterebbe quindi privo di fondi per continuare a garantire i servizi. Vorremmo che la nostra voce non restasse isolata: stiamo decidendo di momento in momento come e se incrementare la protesta, certo è che non ci fermeremo qua. Sappiamo che i cittadini non ci hanno simpatici, vedono nel dipendente pubblico uno spreco e questo grazie alla campagna denigratoria che è stata messa in piedi negli anni passati. Mi piacerebbe però che si capisse che tagliare i posti di lavoro del 50 per cento significa procurare un danno all'intera collettività: per la qualità dei servizi erogati e perché ci saranno meno soldi in provincia da spendere nei negozi e nei ristoranti, l'effetto domino sarà immediato».
Una rassicurazione arriva dal senatore pd Andrea Marcucci: «Nessun rischio di perdere il lavoro per i dipendenti delle province. Con la legge di stabilità parte un piano di ricollocazione del personale verso altri enti pubblici, comprese le agenzie e le università. I lavoratori manterranno lo stesso stipendio ed avranno di fatto 4 anni perché possa concretizzarsi la mobilità. Saranno salvaguardati anche i Centri per l'impiego. Il governo Renzi ha previsto alcuni strumenti di intervento, come la rimodulazione dei mutui».
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