Il Tirreno

Lucca

Omicidio colposo, assolto medico

Era accusato di aver sbagliato la diagnosi non riuscendo a prevenire un infarto

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ALTOPASCIO. Era finita sotto processo con l’accusa di aver sbagliato la diagnosi di un paziente ipotizzando una malattia da reflusso gastroesofageo anziché un’ostruzione alle vie coronariche che avrebbe poi portato al decesso di Graziano Giovacchini, 52 anni, di Altopascio. Il marciatore morì il 28 settembre 2010 all’ospedale Campo di Marte in conseguenza di un edema polmonare acuto insorto a seguito di un infarto al miocardio da ostruzione della coronaria destra con necrosi a livello della parete posteriore del ventricolo. Ma Luciana Mencacci, 62 anni, medico di famiglia residente ad Altopascio sin dall’inizio della vicenda aveva ribadito la bontà del suo operato e la massima fiducia nella magistratura. E quattro anni dopo la denuncia il giudice del tribunale l’assolve con formula piena dal reato di omicidio colposo per colpa medica. In aula il medico di base, difeso dagli avvocati Luigi Velani e Stefano Del Corso, dimostra che non era possibile prevedere l’infarto e che il paziente aveva sempre avuto problemi legati al reflusso esofageo. Graziano Giovacchini invece non aveva mai avuto problemi cardiaci tanto che partecipava a marce non competitive per tenersi in forma. Non era quindi possibile intuire la problematica del paziente e instaurare una terapia capace di prevenire l’infarto e impedire il decesso. Al processo si erano costituiti parte civile i fratelli della vittima e altri congiunti. Inizialmente tra l’altro erano state acquisite le cartelle cliniche di un omonimo della persona di Altopascio poi deceduta.

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