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Lucca

IL COMMENTO

di MARCO INNOCENTI ; di MARCO INNOCENTI

di MARCO INNOCENTI . Sconcerta e preoccupa, eccome se preoccupa, ma non stupisce il fatto che Lucca ormai sia la maglia nera della Toscana per la qualità dell’aria. Come si fa a stupirsi se dopo 40...

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di MARCO INNOCENTI

. Sconcerta e preoccupa, eccome se preoccupa, ma non stupisce il fatto che Lucca ormai sia la maglia nera della Toscana per la qualità dell’aria. Come si fa a stupirsi se dopo 40 anni di professione chi scrive è costretto a tornare per l’ennesima volta sulle cause di un inquinamento mai seriamente prese in considerazione da parte di chi ci ha governato in questi decenni?

Come si fa a stupirsi delle valutazioni - preoccupanti, sempre più preoccupanti - che fa qui a fianco un esperto di chiara fama come il dott. Tomasi, se negli ultimi 40 anni le iniziative per contenere lo smog sono state soltanto le ridicole e sempre disattese ordinanze sulle ore di accensione dei termosifoni e dei fuochi, o sulle targhe alterne? Se si sono addirittura diminuite le centraline di rilevamento, spostandole in zone che si sperava dessero parametri meno terrificanti, anche se così non è avvenuto? E c’è da stupirsi se non c’è famiglia che non abbia componenti, in particolare bambini, con problemi alle vie respiratorie, allergie diffuse e patologie ancora più terribili?

Nei decenni non si è vista traccia di una seria, mirata indagine epidemiologica da parte delle strutture della sanità pubblica e peggio hanno fatto gli amministratori che, consentendo a suon di varianti agli amici e agli amici degli amici l’occupazione da parte di residenze e capannoni di tutte le aree destinate dai piani regolatori ai “corridoi” per le infrastrutture (strade, ferrovie, piste ciclabili, aree di rispetto), hanno lasciato Lucca - tra le poche città dell’Italia centro-settentrionale - priva di una viabilità esterna che allontanasse e diluisse il traffico di scorrimento.

Quel traffico che oggi si vuol togliere dalla circonvallazione intorno alle mura con la realizzazione degli assi viari, contestati da chi, non senza ragioni, rileva che servirebbero a spostare – non a ridurre o eliminare – il caos e l’inquinamento da una parte all’altra del territorio. E obbligherebbero ad abbattere manufatti o ad opere (ponti, sottovia) molto impattanti per trovare spazio per la strada in mezzo a case e capannoni industriali e artigianali.

Gli impegni per modificare gli stili di vita, limitare spostamenti e trasporti su gomma, potenziare il trasporto pubblico, soprattutto su rotaia, sono rimasti lettera morta. Poteva diminuire lo smog?

No, davvero non c’è da stuprisi se la nostra salute è sempre più a rischio. Se la tutela dell’ambiente e della qualità della vita non entrano nel Dna degli amministratori che eleggiamo, e di tutti noi, è difficile prevedere miglioramenti. Non ci salveranno certo provvedimenti obbligatori, ma demagogici e quasi inutili come le targhe alterne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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