Il Tirreno

Lucca

sociale

Da 500 a 900 euro alle famiglie per un "nonno in affido"

di Barbara Antoni
Anziani al parco
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Anziani al parco

Progetto del Comune: contributo alle famiglie che accoglieranno in casa propria un anziano solo e bisognoso di cure

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LUCCA. Cinquecento o novecento euro mensili per un "nonno in affido". E' quando spetterà alle famiglie che si prenderanno cura di un anziano solo, autosufficiente o non autosufficiente, accogliendolo a casa propria a tempo pieno (la cifra più alta) o part-time (la più bassa).

Lo prevede un progetto che l'amministrazione comunale sta mettendo in campo, per ora in modo sperimentale, in collaborazione con l'associazione lucchese Ada (accoglienza disagio degli adulti): una risposta alternativa  a residenze assistite o altre strutture di ricovero per anziani soli bisognosi di cure e attenzioni. L'idea di fondo è creare una condizione che possa soddisfare al tempo stesso più bisogni: la cura nel caso l'anziano necessiti ad esempio la somministrazione sistematica di farmaci, ma anche la presenza di persone con cui interagire, la convivenza che aiuta a non isolarsi e quindi a non peggiorare una situazione già fragile.

Il processo è già avviato. L'amministrazione ha sottoscritto una convenzione con l'associazione Ada, risultata - si legge nell'atto prodotto dal Comune - "sulla base degli incontri con le associazioni del terzo settore di luglio 2014 e delle valutazioni effettuate, la più confacente e qualificata" al compito da svolgere: quello di coordinare gli affidi, individuando anche le famiglie con i necessari requisiti.

Quanto all'individuazione degli anziani da inserire in questo nuovo progetto, il compito verrà affidato alle assistenti sociali del Comune. In tutto l'amministrazione ha a disposizione trentamila euro per la sperimentazione del nonno in affitto: a tanto ammonta infatti il finanziamento del progetto erogato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. I fondi andranno a coprire l'arco di un triennio (2015-17), quindi diecimila euro ogni anno (di cui 3.500 all'associazione Ada e i restanti 6.500 alle famiglie affidatarie).

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