Gioco
Se.Ver.A, un’altra patata bollente i bilanci dell’azienda dei rifiuti
Il sindaco di Fabbriche di Vergemoli, Michele Giannini, vuole chiarezza sulla gestione del gruppo alla luce del pronunciamento del Tribunale in merito alla veridicità dei numeri per l’anno 2009
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Bilanci poco chiari, e possibili ripercussioni sulle già disastrate finanze della più grossa azienda a capitale pubblico della Valle del Serchio.
Sul caso Se.Ver.A. Spa il sindaco Michele Giannini vuole vederci chiaro. Ancora oggi, emergono sempre nuovi aspetti sulla gestione delle società che tuttora si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti in quasi tutti i Comuni della Garfagnana.
Il gruppo a partecipazione quasi interamente pubblica, attualmente in liquidazione a seguito di perdite superiori a 10 milioni di euro, potrebbe essere scosso da un altro terremoto.
Alla luce di quanto rilevato da consulenti esterni quotati e di rilievo internazionale, salvo poi non dare peso a ciò che veniva evidenziato: «Con recente sentenza del 22 ottobre - sottolinea il sindaco di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini - il Tribunale di Lucca ha ulteriormente chiarito quello che da anni, con pochi colleghi sindaci, dicevamo: i bilanci di Severa S.p.A. dall'anno 2009 non erano veritieri, come certificato già in quegli anni dalla società di revisione Bdo alla quale Severa aveva richiesto la redazione di una consulenza descrittiva della situazione economico-patrimoniale della società.
«Con la suddetta sentenza di primo grado il Tribunale di Lucca ha infatti dichiarato nulla la delibera d’approvazione del bilancio d’esercizio 2009 adottata il 23 novembre 2010 e contestualmente ha condannato Severa al pagamento delle spese legali liquidate a favore del socio privato STA S.p.A. che aveva convenuto la società in giudizio».
Fu da quel momento che iniziò l'uscita dall'assetto societario di Comuni come Vergemoli e Vagli Sotto:
«Noi abbiamo sempre votato contro questo stato dei fatti - continua Giannini - , in quanto già all’epoca non vi era prospettiva di continuità aziendale, e perciò andavano persi oltre 450 mila euro, tanto per cambiare».
Le conseguenze sono devastanti: «Ora a cascata – continua Giannini – tutti i bilanci successivi dovranno essere modificati e tenere conto di questo accertato nella predetta sentenza, con palese aggravio della situazione attuale. A seguito di questo evento dalla gravità assoluta, anche perché basta ricordare che in questi anni Severa ha sperperato migliaia e migliaia di euro in consulenze che poi non ha recepito o in controversie che poi ha perso, ho provveduto a richiedere un'assemblea straordinaria della società in cui trattare i seguenti argomenti: i riflessi della suesposta sentenza del Tribunale sui bilanci approvati dall'anno 2010 in poi, e conseguentemente sullo stato della società; le azioni a tutela dei soci nei confronti dei revisori dei conti e del Consiglio di Amministrazione per la mancata evidenziazione di quanto poi emerso e accertato nella predetta sentenza, fatto che ha generato false aspettative nei confronti del futuro di Severa e delle società sue controllate; l'implicazione della sentenza circa le altre azioni legali già avviate da Severa». Quindi il sindaco di Fabbriche di Vergemoli chiude con una amara riflessione: «A parte tutte queste vicende, a cui sono seriamente intenzionato ad andare a fondo, rimane il rammarico e il disagio per la leggerezza con cui si è distrutto un patrimonio collettivo così importante, e per come si è messo in secondo piano l’interesse dei lavoratori e della comunità rispetto a quello di un'azienda che proprio quei soggetti doveva servire».
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