Il Tirreno

Lucca

Santuario a rischio chiusura petizione anche al Papa

di Nicola Bellanova
Santuario a rischio chiusura petizione anche al Papa

Il simbolo della religiosità a Castiglione ha perso il curatore e le chiavi dello storico complesso tornano alla Curia. Si mobilitano i frequentatori

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CASTIGLIONE. Il Santuario di San Pellegrino in Alpe, uno dei simboli della religiosità toscana, e situato al confine tra le province di Lucca e Modena, rischia la chiusura. E quindi, è scattata la petizione che, promettono i firmatari, sarà anche illustrata a Papa Francesco. Non è la prima volta che si teme un'ipotesi del genere, ma negli anni passati il peggio è stato sempre scongiurato grazie all'intervento della Curia e il buonsenso dei parrocchiani. Stavolta, però, bisogna far presto, specie alla luce degli ultimi accadimenti. Come affermato da un gruppo di fedeli anche su Facebook, infatti, giovedi 11 dicembre scorso, la persona consacrata che si occupava di accoglienza, apertura della chiesa, interfaccia coi pellegrini e i devoti del santuario, che animava anche la Liturgia oltre che a organizzare e tenere aperto la rivendita dei “ricordi” del santuario (attività integrativa alla struttura) ha consegnato, come richiesto, i registri agli amministratori e al legale rappresentante, presso la Curia di Lucca. E domani, la donna laica incaricata di questo servizio, consegnerà le chiavi dello storico santuario ai superiori. Di fatto, attualmente, esiste un vuoto che preoccupa non poco i frequentatori della parrocchia della piccola frazione: «A quattro giorni dalla consegna delle chiavi però - affermano i fedeli -, nessuno, né il sacerdote né la curia, nella persona del legale rappresentante, si sono fatti sentire in paese lasciando la popolazione preoccupata e all'oscuro di quello che potrà essere il futuro del santuario». Il parroco è don Dino Bertozzi, che fu incaricato dall'arcidiocesi di Lucca di fare anche da amministratore: «Egli abita a 35 km di distanza ed è parroco di numerose parrocchie. Negli ultimi tempi ha accettato di celebrare la Messa anche presso una cappellina del Casone di Profecchia, riducendo drasticamente le Messe presso il Santuario. A dicembre, ad esempio, il sacerdote celebrerà solo la Messa della vigilia di Natale, alle 21 a capodanno alle 15,30, annullando però tutte le Messe domenicali.Come potrà un parroco - che già non riesce a celebrare le Sante Messe in santuario a gestire anche l’ospitalità e l'accoglienza ai fedeli e ai devoti?». I frequentatori assidui del Santuario, sono pronti a marciare su Roma per fare sentire le loro ragioni, investendo del caso anche il Santo Padre: «E’ da due mesi che il servizio pastorale, presso il santuario, è stato ridimensionato in modo anche troppo drastico, adducendo come motivo, la mancanza di preti e la scarsità di vocazioni. Questo, lo capiamo, è vero, ma il Santuario di San Pellegrino per sua natura raccoglie una moltitudine di valori. Il problema, crediamo, è solo organizzativo, ed è risolvibile se c’è la volontà di effettuare il servizio e se non viene utilizzato il santuario solo per mero lustro mediatico o per interessi religiosi e politici». I parrocchiani sono molto preoccupati: chi aprirà la chiesa? Che servizio verrà effettuato durante le feste natalizie imminenti, Capodanno ed Epifania? E in inverno? E a Pasqua? E da maggio, quando in santuario cominceranno ad arrivare i pellegrinaggi? Il problema è anche burocratico, in quanto la diocesi di Modena è comproprietaria dell'edificio di culto. Come il paese di San Pellegrino, i cui lati della strada ricadono nel comune di Castiglione di Garfagnana e di Frassinoro, ossia già terra emiliana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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