La manifestazione
Dal rustico della ’ndrangheta sei alloggi per i bisognosi
Lucca: l’Erp recupererà la casa colonica a Spianate confiscata all'organizzazione criminale
ALTOPASCIO. Un messaggio forte e di speranza per le forze dell’ordine, i magistrati, le persone di buona volontà e tutti coloro che quotidianamente con il loro impegno sociale e i loro comportamenti si battono per rompere le catene della criminalità organizzata e delle mafie. Due immobili confiscati - una casa colonica a Spianate e una villa a Forte dei Marmi - saranno ristrutturati e potranno essere utilizzati come risposta all’esigenza abitativa in Lucchesia. Un’idea del presidente Erp, Francesco Franceschini, recepita dalla conferenza dei sindaci che hanno accolto unanimemente l’indicazione di indirizzare i circa 800mila euro recuperati in parte dalla legge 560 del 24 dicembre 1993 in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e in parte dalla legge 457 del 5 agosto 1978 sulle norme per l’edilizia residenziale.
La casa colonica a Spianate. Uno dei due immobili confiscati dallo Stato dopo una sentenza passata in giudicato e assegnati, come recita la legge, al comune dove è ubicato si trova in via Giacomo Puccini a Spianate. È una grande casa colonica appartenuta a un clan della ’ndrangheta e confiscata 4-5 anni fa quando è stata messa a disposizione del comune di Altopascio che, per motivi legati al bilancio, non ha potuto effettuare lavori di mantenimento o ristrutturazione.
Sei appartamenti. L’Erp (ente gestore dell’edilizia residenziale) conta di poterci realizzare sei appartamenti. «Si tratta di un edificio che dopo la confisca rischia di cadere a pezzi. - dice Franceschini - Contiamo di recuperarlo attraverso le risorse che sono saltate fuori nei residui di spesa legati a vecchie norme sull’edilizia residenziale. E lo stesso discorso vale anche per la villa confiscata a Forte dei Marmi. Diciamo che 400mila euro verranno destinati a Spianate e altrettanti a Forte dei Marmi. Queste sono le risorse stabilite nella conferenza dei sindaci e sino a quella cifra i costi sono coperti. Una risposta significativa che diamo alla richiesta sempre maggiore di unità abitative. La gestione dei sequestri, poi trasformati in confisca, alla criminalità organizzata è un tema su cui occorre lavorare affinchè vengano messi a disposizione, oltre per risolvere l’emergenza casa, anche degli enti pubblici e delle realtà associative della nostra provincia».
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