Il Tirreno

Lucca

Bullismo sul compagno nei guai cinque ragazzi

di Luca Tronchetti
Bullismo sul compagno nei guai cinque ragazzi

Per loro è stata disposta la «permanenza in casa»

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LUCCA. «Albanese di mer..», «Randagio», «Maiale», «Levati dai co.....». Erano solo alcuni dei continui epiteti irrepetibili a sfondo xenofobo e sessuale che coinvolgevano anche i genitori dello studente di 16 anni, residente nella periferia cittadina, che frequenta l'istituto alberghiero di Barga e che per oltre due mesi è stato in balia di cinque bulli - tutti minorenni di età compresa tra i 15 e i 17 anni e residenti a Capannori e Porcari - in grado di rendergli la vita impossibile. E gli atti persecutori avvenivano tutti i giorni sul pullman che da Altopascio arriva a Barga senza che nessuno potesse prendere le difese del ragazzo albanese. Gli autisti non si sarebbero accorti di nulla mentre gli studenti che volevano aiutare il malcapitato subivano pesanti minacce dai cinque teppisti che li invitavano con modi spicci e sbrigativi a farsi gli affari loro se non volevano passare dei guai.

Permanenza in casa. A interrompere questa spirale di violenza in grado di creare un grave disagio psicofisico alla vittima l'intervento dei carabinieri di Barga e Castelnuovo - che grazie all'azione congiunta di dirigenti e insegnanti della scuola alberghiera Isi e della famiglia dello studente - hanno chiesto e ottenuto dal tribunale dei minori di Firenze per i cinque bulli la misura cautelare della «permanenza in casa» equiparabile agli arresti domiciliari. Con i genitori dei ragazzi - impiegati, commesse, casalinghe e operai completamente ignari del comportamento aggressivo tenuto dai figli - a cui il tribunale demanda l'attività di controllo per il corretto svolgimento della misura in collaborazione con i servizi sui minori messi a disposizione dagli inquirenti. I cinque indagati, a cui i carabinieri di Capannori hanno notificato venerdì l’ordinanza del tribunale fiorentino, al momento non potranno usufruire di una deroga che permetta loro di frequentare le lezioni all’Isi di Barga.

I fatti contestati. La vicenda risale al settembre scorso quando il sedicenne albanese salito sul pullman che lo avrebbe portato all'istituto alberghiero di Barga viene circondato dai cinque ragazzi che iniziano a insultarlo a causa della sua etnia. Ma ben presto alle parole cariche di odio di matrice xenofoba si aggiungono anche veri e propri atti di prevaricazione. Dalle minacce si passa alle spinte e si arriva sino al punto da impedire allo studente di sedersi sul bus costringendolo a restare in piedi per tutto il viaggio (oltre un'ora) perché «indegno di mischiarsi con gli italiani». In un crescendo di offese, minacce, insulti lo studente finisce per isolarsi completamente dai coetanei. E chiunque cercava di aiutarlo veniva affrontato, aggredito verbalmente e spintonato dai cinque bulli - un paio dei quali con piccoli precedenti per danneggiamento - divenuti dei piccoli "boss" della scuola. Una situazione di grave disagio che aveva portato il ragazzo a manifestare disturbi di tipo ansioso e a chiudersi in sé stesso tanto da decidere di non frequentare più la scuola.

L’intervento. E' stato grazie al corpo insegnante e ai genitori che la vittima della gang di adolescenti lentamente è uscita dal guscio e ha raccontato, tra le lacrime, i settanta giorni di angherie, soprusi, violenze psicologiche subite. A quel punto è scattata la denuncia ai carabinieri e i militari, diretti dal capitano Paolo Volonté, hanno effettuato ulteriori accertamenti per poter aver i riscontri necessari in modo da chiedere adeguate misure a tribunale dei minori.

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