Il Tirreno

Lucca

Industriali ed esperti a confronto sulle proprietà del “graphene”

di Nadia Davini
Industriali ed esperti a confronto sulle proprietà del “graphene”

Convegno all’Assindustria, moderato dal direttore del Tirreno, Omar Monestier, sul nuovo materiale già utilizzato in tante produzioni. L’Unione Europea ha investito dieci miliardi in un progetto mirato

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LUCCA. Partecipazione e interesse al convegno organizzato all’Associazione Industriali sul tema dell’innovazione, con particolare riferimento ad un nuovo materiale, il graphene, sempre più utilizzato nel campo della produzione di batterie, schermi, e materiali per l’edilizia, l’abbigliamento e la medicina.

Dopo i saluti di apertura del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini e del direttore di Assindustria Lucca, Claudio Romiti, l'incontro è stato arricchito dalle relazioni del direttore scientifico dell'Istituto italiano di tecnologia, Roberto Cingolani – che coordina la sezione energia del progetto europeo – e del direttore di Graphene Labs, Vittorio Pellegrini.

«Sul grafene si può costruire una nuova manifattura – racconta Pellegrini - Un problema però c'è: fino al 2004 i brevetti che impiegavano il grafene erano praticamente nulli; dal 2009 i brevetti sono esplosi.

«Solo che, nonostante la ricerca sia europea, la maggior parte dei brevetti proviene dal Sud est asiatico. Ecco perché l'Unione europea ha deciso di investire in questo progetto, da cui poi è stato creato il “Graphene Labs”, centro di ricerca sul grafene».

L’obiettivo del Graphene Labs e dell’Istituto italiano di tecnologia è di rendere questo prodotto più disponibile e a basso costo, usandolo come inchiostro integrato con altri materiali.

Questo consente di unire le proprietà del grafene a materiali già utilizzati, ampliandone potenzialità e funzionalità, con un costo contenuto, senza rinunciare alle prestazioni. Una delle prospettive più interessanti è quella dei compositi, dove il grafene potrebbe essere mischiato con altri polimeri (plastiche, polistirolo, anche biodegradabili).

Esempi che bene sono stati illustrati ieri pomeriggio da Cosimo Gerardi dell'azienda 3SUN di Catania, che sta sperimentando l'utilizzo del grafene nella costruzione dei pannelli solari, e da Giuliano Mortola di Protect A di Genova, che vede l'impiego del materiale innovativo nelle barriere Floodbreak (progettate per proteggere strade, edifici pubblici e privati, accessi e parcheggi dagli allagamenti e dalle alluvioni, con un sistema di argini sopraelevati che entrano in funzione in concomitanza di piogge intense).

L’Unione Europea ha deciso di scommettere sull’utilizzo del nuovo materiale tanto che ha finanziato per un miliardo di euro il progetto “graphene flagship” di durata decennale.

Il progetto vede l’Italia ricoprire un ruolo guida a partire dall’attività dell’Istituto tecnologico di Genova.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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