Il Tirreno

Lucca

Il caso vanessa

La mamma di Vanessa Simonini ascoltata alla Camera: "Abolite il rito abbreviato per gli assassini"

di Barbara Antoni
Maria Grazia Forli con Laura Boldrini e RAffaella Mariani
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Maria Grazia Forli con Laura Boldrini e RAffaella Mariani

Maria Grazia Forli espone alla Camera la sua proposta di legge: è la rappresentante delle vittime di femminicidio in Italia

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LUCCA. «Il rito abbreviato è una legge ingiusta, tutela l’assassino e non la vittima. Io presento una proposta di legge più severa per chi si macchia del reato di omicidio volontario. Punto primo: abolire il patteggiamento per chi ha ucciso con premeditazione; punto secondo: abolire le attenuanti generiche vista la gravità del gesto. E il terzo: abolire la legge Gozzini che concede uno sconto di pena di tre mesi ogni anno per buona condotta. Io aggiungerei tre mesi in più l’anno in caso di scorretto comportamento. Chiedo che vengano cancellati sconti e benefici per il reato di omicidio volontario, fatta eccezione per l’indulto».

Al centro della sala Mappamondo di Palazzo Montecitorio, venerdì 12 dicembre, Maria Grazia Forli parla con la voce venata di emozione, ma controllata. È ferma e sicura quando esprime la sua proposta di legge sulla certezza della pena per l’omicidio volontario. È una mamma che chiede giustizia per sua figlia e per chi come lei è stato brutalmente ucciso.

Vanessa Simonini, sua figlia, aveva vent’anni quando fu strangolata e poi gettata sul greto del Serchio, a Gallicano, il 7 dicembre 2009, da Simone Baroncini, 35enne pisano «come un sacco di patate», ricostruisce la mamma: quella sera le aveva fatto avances ma lei lo aveva rifiutato. A Baroncini, condannato in primo grado all’ergastolo, per effetto di due patteggiamenti (in primo e secondo grado) e delle attenuanti generiche la pena è stata ridotta a sedici anni. Ma ne sconterà meno, dice Maria Grazia: «ogni anno per buona condotta la pena gli viene diminuita di tre mesi».

La mamma coraggio è stata ascoltata durante il convegno su La tutela delle vittime nel solco delle indicazioni europee organizzato dai deputati Pd e condotto dalla parlamentare Donatella Ferranti, presidente della commissione giustizia della Camera. Un convegno importante anche perché organizzato alla vigilia di una revisione di parte del codice penale. La mamma di Vanessa è stata la portavoce di tutte le vittime di femminicidio in Italia.

Prima del convegno, è stata ricevuta dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Per quindici minuti si sono parlate guardandosi negli occhi, in una saletta attigua alla sala Mappamondo. Erano presenti anche le altre due figlie di Maria Grazia, le gemelle Simona e Melania, la deputata garfagnina Raffaella Mariani e Cecilia Carmassi (segreteria Pd).

«La presidente Boldrini - spiega Raffaella Mariani, da sempre vicina alla famiglia Simonini - ha parlato con la signora Forli. Conosceva la storia di Vanessa e della sua famiglia. L’ha invitata ad andare avanti nel suo impegno di fare informazione, tra la gente e nelle scuole. “Cerchi di trasmettere questa sua forza”, le ha raccomandato. La certezza della pena, ha poi sottolineato la presidente della Camera, è quello che ci chiedono tutti i familiari di vittime che incontriamo». La storia di Vanessa, il coraggio della sua mamma, sono ben noti ai parlamentari. Lo ha confermato la presidente della commissione giustizia Donatella Ferranti: «Ricordiamo spesso qui in Parlamento la storia della famiglia Simonini quando parliamo di rito abbreviato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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