Sicurezza
«No a nuovi padiglioni nell’area Campo di Marte»
Il presidente della Provincia sbarra la strada al direttore generale dell’Asl «Si vuole vendere il complesso chi vuol realizzare centri commerciali e residenze?»
LUCCA. Scontro aperto tra il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e il direttore generale dell’Asl, Joseph Polimeni, su come realizzare la cittadella della salute al Campo di Marte. Il direttore in una conferenza stampa ha auspicato di poter costruire una palazzina ex novo, rispamiando tempo e soldi. Ipotesi che manda su tutte le furie il presidente, il quale contesta che il recupero del vecchio padiglione centrale del Campo di Marte richieda più tempo e costi e, soprattuttto, teme che dietro la posizione dell’Asl (e della Regione) ci sia l’intenzione di ricavare entrate consistenti dall’area che fa gola da sempre alla speculazione edilizia. Non usa mezzi termini Baccelli che torna ad intervenire sul futuro utilizzo dell’area sia alla luce della possibilità di trasferirvi il nuovo presidio della Questura, sia per la reiterata volontà del direttore generale. Il presidente ricorda che la Provincia un anno fa, nella prospettiva di un più ampio e completo progetto di recupero, ipotizzava di realizzare una grande area verde (circa 4.500 mq) ad uso pubblico della città e degli abitanti del quartiere di S. Marco e non certo di lasciar passare nuova cementificazione.
«Da quanto emerso negli ultimi incontri e soprattutto dall’ultima riunione romana convocata dal sottosegretario Domenico Manzione – afferma Baccelli – non mi sembra proprio che la volontà di Polimeni sul futuro della ‘cittadella della salute’ sia condivisa dai rappresentanti delle istituzioni a diverso titolo coinvolte, praticamente tutti rimasti sbalorditi dalla ‘novità’ rappresentata dal direttore generale dell’azienda sanitaria lucchese nel voler a tutti i costi realizzare un nuovo padiglione ospedaliero. E’ inutile girarci intorno: questa è l’ennesima operazione immobiliare che si abbatte sulla città, ‘sparando’ a pochi passi dalle Mura ulteriore volumetria cementizia, come se non bastasse il ‘S. Luca’ costruito – lo ribadisco ancora una volta – in una zona assolutamente inadeguata dal punto di vista idrogeologico, urbanistico e della viabilità per la modica cifra di 441,6 milioni di euro a spese della collettività (di cui 168 milioni già erogati e 273,6 in corso di erogazione con comode tranche di 1,2 milioni al mese per i prossimi 19 anni)».
Per il presidente le conclusioni tecniche che sono dietro a questa scelta di Polimeni «sono assolutamente opinabili, senza contare che non è affatto vero che ristrutturare l’esistente impegnerebbe più tempo che costruire un nuovo edificio. L’altro aspetto da sottolineare, tra l’altro non marginale, è il fatto che l’azienda sanitaria in questo modo contravviene all’accordo sottoscritto con gli altri enti nel 2005 in cui si impegnava a valorizzare (bel termine che significa vendere) non più dei 2/3 dell’area del Campo di Marte. Questa nuova ‘trovata’ di Polimeni significa che l’Asl si appresta a vendere, dopo 9 anni inconcludenti, l’intera area di Campo di Marte. A chi? Per farci cosa? Un centro commerciale, così da devastare quel centro commerciale naturale che storicamente il centro storico di Lucca rappresenta? E questo in un periodo in cui non si contano gli esercizi che sono costretti a chiudere, dentro e fuori le Mura di Lucca? O ulteriori appartamenti di civile abitazione? A Lucca, dove si calcolano in migliaia gli appartamenti che rimangono invenduti? E che dire dello stato di abbandono in cui versano gran parte dei padiglioni del nosocomio che, privati di contenuti e di presìdi di controllo, com’era prevedibile stanno diventando il rifugio di senzatetto e clochard?».
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