Trasporti
«Sui convogli dormono immigrati e clochard»
Il racconto dei dipendenti della cooperativa di pulizie sui treni alla stazione Nei giorni festivi dopo mezzanotte la rete ferrata diventa terra di nessuno
LUCCA. In certi giorni e a certe ore della notte la stazione di piazzale Ricasoli diventa terra di nessuno e la brutale aggressione al capotreno avvenuta al binario 5 ne è la testimonianza più lampante (della vicenda parliamo nelle pagine nazionali). Ricovero di extracomunitari, clochard, disadattati a margini della società e ricettacolo della microcriminalità con piccoli precedenti per spaccio, furto e ricettazione. Il motivo? Lo scalo è un colabrodo. Vero, alle 23 la biglietteria, l’atrio e le due sale d’aspetto vengono chiuse ermeticamente. Ma ci sono due cancelli che separano parcheggi e sottopasso dalla linea ferrata sempre aperti, rotti o comunque facilmente aggirabili. E poi c’è sempre la possibilità di scavalcare dal passaggio a livello di San Concordio e arrivare dritti alla stazione. Difficile, senza un presidio fisso 24 ore su 24 che funga da deterrente, pensare di cambiare lo stato delle cose.
Dove sono i controllori? Considerando che la spending review ha tagliato l’ufficio della Polfer che resta aperto dalle 7 alle 13 mentre il pomeriggio, nei giorni in cui è prevista l’apertura, l’agente è in servizio di scorta ai treni sulla linea Firenze-Lucca. Così in pratica nell’arco della giornata si possono «avvistare» poliziotti nelle sei ore canoniche mentre per le rimanenti diciotto difficile vedere qualche divisa se non quelle dei capotreni, dei macchinisti o dei controllori. Alla fine chi rimane più a lungo in stazione è il personale addetto alla pulizia dei convogli. Otto dipendenti di una cooperativa pisana che si alternano secondo turni prestabiliti che teoricamente dovrebbero coprire l’intero arco giornaliero. Con alcune importanti eccezioni. I festivi e i prefestivi dopo le 24 gli addetti alle pulizie dei treni non prestano la loro opera. Per motivi di natura economica. Così chiunque può entrare indisturbato in stazione, salire sui treni che diventano il rifugio ideale per trascorrere la notte al riparo dalle intemperie.
Sbandati che dormono sui treni. La riprova la fornisce uno dei dipendenti della cooperativa di pulizie che preferisce non fornire le proprie generalità: «Mi è capitato un paio di volte, ma ad altri colleghi più anziani accade molto spesso, di salire sulle carrozze all’alba e trovare persone che dormono rannicchiate sui sedili degli scompartimenti. In genere si tratta di extracomunitari o clochard. Cosa facciamo? Io mi avvicino e li sveglio dicendo loro che non possono stare sul treno e che devono allontanarsi. Al momento non mi sono capitate reazioni brusche. Si sono alzati e se ne sono andati. D’altronde di più noi non possiamo fare. Qualche mio collega invece ha cercato di convincerli a scendere, ma loro si sono rimessi a dormire come se nulla fosse e allora hanno desistito. Quando finiamo il turno al massimo possiamo comunicare la presenza di queste persone che dormono sui treni. Provvedimenti e sanzioni non spettano certo a noi. Ci limitiamo a registrare il fenomeno, che poi è uguale in ogni stazione d’Italia».
Sporcizia e maleducazione. Bottiglie vuote, sacchetti di cellophane, resti di cibo. Sui treni e in stazione si trova di tutto. Alcuni passeggeri, specie i pendolari, sono esasperati dal comportamento aggressivo e spregiudicato di persone spesso su di giri per aver alzato un po’ troppo il gomito, ma anche di bande di teppisti - in genere under 18 - che danno sfogo alla loro maleducazione urlando, insultando e provocando chi prova soltanto ad avvicinarli, chiedendo rispetto.
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