Il Tirreno

Lucca

Ponte a Serraglio, addio al chiosco che vende giornali

di Rossana Federighi
Ponte a Serraglio, addio al chiosco che vende giornali

La proprietaria si deve trasferire: muore un’attività storica che era da sempre il cuore pulsante della piccola frazione

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BAGNI DI LUCCA. Chiude la saracinesca dello storico chiosco dei giornali a Ponte a Serraglio. La sua proprietaria si trasferisce e non sarà più in grado di portare avanti l’attività. Olga Fabbri aveva rilevato il famoso chiosco nella primavera del 2012 e da allora, grazie al suo impegno, condito con tanta simpatia e buonumore aveva ridato lustro a questa attività e di conseguenza a tutta la piazza. Il chiosco, parte integrante di Ponte a Serraglio, era già esistente da prima dell’ultima guerra ed ha sempre rappresentato il punto centrale del piccolo borgo come luogo di socialità, aggregatore di varie umanità e, perché no?, centro delle chiacchiere di paese. In soli 2 anni, Olga era riuscita a trasformare una semplice rivendita di giornali e riviste in un luogo polifunzionale dove si trovava di tutto: i biglietti e gli abbonamenti per il bus e il treno, il servizio fax e fotocopie, giocattoli, cartoleria, articoli da regalo, ricariche, francobolli, servizio pagamento bollette, e non per ultimo il Gratta e Vinci. Inoltre disponeva anche di un piccolo frigorifero per gli studenti ritardatari d’inverno e per i turisti d’estate, visto che nella frazione non c’è più un negozio di alimentari. In questa vera e propria bomboniera, l’intraprendente Olga in poco tempo era riuscita ad attrarre un gran numero di clienti, fra chi si era persa negli anni, tra i turisti nella stagione estiva, o anche solamente tra chi oltre al giornale desiderava fare una parola in allegria prima di iniziare la giornata. Senza far mai pesare il fatto di lavorare a ritmo continuo, sette giorni su sette, senza la pausa pomeridiana, il più delle volte accontentandosi di un panino.

«Sono molto dispiaciuta di interrompere questo mio percorso dopo solo due anni, amo molto questo lavoro e il rapporto con la gente, che ho trovato molto dispiaciuta di questa decisione, questo mi fa pensare di aver lavorato bene, ricevendo elogi da tutti loro e anche dal distributore locale. Purtroppo ragioni di trasferimento e di famiglia non mi permettono più di seguire questi ritmi di lavoro ma spero che qualche volenteroso, anche tra quelli che si sono già presentati, abbia la volontà e il piacere di rilevare e così di continuare questa mia impresa». Olga aveva rilevato l’attività nel 2012 da una coppia di inglesi, i quali l’avevano ceduta dopo qualche anno per intraprendere un altro lavoro nel settore turistico; ma la gestione più lunga e duratura è stata senz’altro quella di Giuliana Pieri che l’ha gestita per più di 50 anni prima di andare in pensione. Giuliana è un vero e proprio pozzo di ricordi, alcuni raccontati con molta nostalgia. La patente dell’attività fu presa dalla nonna Teresa Forti nel lontano 1936. Il piccolo chiosco fu colpito da una bomba durante l’ultima guerra e poi ricostruito per ben due volte. Prima nel 1952 e poi di nuovo negli anni ‘80, quando fu ingrandito e prese le sembianze attuali. In un primo tempo Giuliana l’ha gestito insieme alle sorelle e poi da sola per più di 50 anni. Un lavoro che l’ha portata a conoscere tanta gente, villeggianti italiani e stranieri, quando il chiosco fungeva anche da Ufficio Informazioni turistiche tramite l’Azienda Autonoma di Cura, ma anche gente semplice e famosa, tra cui cantanti e attori che frequentavano la cittadina termale nei tempi d’oro. «Ho adorato questo lavoro, che tiravo avanti con impegno e abnegazione, sacrificando a volte gli impegni per mio marito Paolo e i miei due figli. Sono molto felice del mio passato e di questo lavoro che mi ha dato sempre tante soddisfazioni. Non riesco a vedere –conclude – la piazza senza chiosco e vorrei proprio che qualcuno rilevasse questo pezzo di paese che è anche un bel pezzo di storia».

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