Sicurezza
Lucca ingrata verso i suoi artisti migliori
Dal soprano Froli all’attore Bertolucci: tanti esempi di concittadini famosi nel mondo e qui poco noti
LUCCA. Artisti bravi, preparati e di successo. Che tuttavia la loro città, Lucca, sembra ignorare. O comunque sembra non tributare loro i giusti onori. Una storia che si ripete: in passato è capitato anche a Giacomo Puccini he, nonostante i successi internazionali, dalla sua città non ottenne grandi riconoscimenti per quelli che sarebbero diventati capolavori immortali della lirica. Una situazione davvero paradossale se si pensa ai molti talenti lucchesi che, come l’attore Marco Brinzi, stanno facendo una carriera sfolgorante, divisi tra cinema, teatro e televisione «mentre a Lucca si fatica per portare avanti progetti che potrebbero elevarne la qualità». I motivi, secondo l’attore, sono da ricercarsi in una politica provinciale che tarpa le ali a tanti talenti, impedendo loro di mettersi in luce. «Manca il coraggio di rinnovarsi, ma soprattutto è necessario operare in favore della meritocrazia e investire maggiori risorse su progetti che diano lustro alla città».
Un esercito di artisti che, come il musicista Stefano Giannotti lavora prevalentemente e con successo fuori Lucca promuovendo, nel suo caso, progetti come la radio-art e il teatro danza «che qui sembrano irraggiungibili».
Ormai vive gran parte dell’anno a Los Angeles dove lavora a pieno ritmo il compositore e chitarrista lucchese Saverio Rapezzi che oltreoceano è riuscito a realizzare il sogno di una vita: comporre musica per il cinema e un musical. Sta infatti lavorando al film “The system is broken” di Ignatius Lin e al musical “Esperanza I played the game” su testo di Ken Luber e la regia di Tony Padilla.
«A Lucca c’è poco spazio e molti ostacoli» è il commento del direttore d’orchestra Jonathan Brandani che da anni vive e lavora all’estero e del compositore Girolamo Deraco il quale, pur avendo mantenuto la residenza a Lucca, è ormai proiettato verso l’America e gran parte dell’Europa.
«D’altra parte, afferma, la città che ha dato i natali a decine di musicisti, sembra voler respingere chi cerca di portare avanti una tradizione che rischia di cadere nell’oblio». Il pubblico la ferma per strada e fa la fila ai camerini dei teatri per stringerle la mano, ma quando torna a Lucca tutto sembra sfumare. Il soprano Silvana Froli è conteso dai più grandi teatri del mondo dove interpreta i maggiori ruoli del repertorio pucciniano e verdiano. Una carriera in salita che però non cancella l’amarezza per non vedere progressi nella sua città che «dovrebbe fare di più per valorizzare i propri talenti ma, aggiunge, cosa possiamo aspettarci da una città che anche oggi, salvo qualche eccezione, ha sempre trascurato un genio come Puccini che meriterebbe gli fosse dedicato almeno un festival all’anno?».
Per Alessandro Bertolucci, affermato attore di cinema e teatro, la sinergia tra realtà pubbliche e private è la ricetta giusta per sfondare quel muro di diffidenza e offrire opportunità ai giovani. L’ideale, secondo l’artista, considerando le difficoltà nel reperimento di risorse pubbliche che ormai possono arrivare solo dall’Europa, sarebbe l’istituzione di un tavolo per stabilire i ruoli da affidare alle varie realtà territoriali. Ai privati l’onere di accollarsi i costi dei progetti, mentre dalle istituzioni potrebbero arrivare sostegni nei rapporti europei e aiuti materiali, come la cessione in comodato d’uso di edifici dismessi, vecchie caserme e stazioni chiuse ad alcune associazioni che potrebbero provvedere direttamente al loro recupero. «Lucca per un artista dovrebbe essere il punto di partenza e il luogo ove tornare» conclude Bertolucci.
Rossella Lucchesi
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