Il Tirreno

Lucca

La protesta per le mense arriva sui social

Nascono su Whatsapp e Google i gruppi contro la riorganizzazione del servizio decisa a Capannori

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CAPANNORI. Nascono su Google e Whatsapp i gruppi del comitato “Problema mensa Capannori”. La protesta, dunque, si allarga attraverso i social, che avranno il compito di tenere aggiornati e coordinare le attività dei genitori che hanno aderito e aderiranno al comitato.

Non a caso, l’avviso della creazione dei due gruppi ha iniziato a girare su un altro usatissimo social, Facebook.

«Abbiamo enorme piacere e anche enorme necessità dell'appoggio di chiunque voglia contrastare questa terribile deriva che il Comune ci impone dall'alto (e senza preavviso) in fatto di qualità della refezione scolastica – si legge nel messaggio divulgato attraverso Facebook – Il tuo appoggio può esplicarsi in mille modi: dal partecipare direttamente a riunioni e decisioni al distribuire i volantini davanti le scuole, al passare parola sulla nostra esistenza; dal portare idee sulle procedure da tenere, al mettere a disposizione la propria competenza professionale o esperienza per affrontare i mille aspetti di una lotta che si preannuncia dura ma che dobbiamo intraprendere (…) Con questi mezzi verrai a sapere in tempo reale cosa facciamo e parteciperai, secondo le tue possibilità a questo comitato». Una protesta, quella sulla riorganizzazione del servizio mensa, che i promotori del comitato sanno già non sarà facile da portare avanti, ma che rischia ora veramente di allargarsi a tutto il territorio comunale. Del resto, le assemblee tenutesi sul territorio con i genitori degli alunni delle scuole che usufruiscono del servizio non avevano fatto presagire niente di buono per l’amministrazione comunale.

La polemica è parsa fin da subito molto accesa soprattutto per quello che riguarda le scuole dell’infanzia, alcune delle quali attrezzate solo pochi anni fa con le cucine interne, proprio per garantire la massima qualità dei pasti serviti ai bambini.

Una rivoluzione, così la realizzazione delle cucine era stata definita, che ora rischia di essere soppiantata da un’altra rivoluzione, quella messa a punto dall’amministrazione con la società che gestisce il centro cottura di Capannori. Le cucine delle scuole, infatti, saranno utilizzate solo per cucinare parte del pasti serviti ai bambini.

Il resto, invece, arriverà dal centro cottura.

Un’incongruenza secondo da molti genitori, che gridano allo spreco di soldi pubblici.

Arianna Bottari

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