Sicurezza
Innocenti, il primo a uscire dalla grotta
Lo Speleo mannaro lucchese stanco ma felice dopo aver raggiunto i 1358 metri nell’abisso Roversi sulle Alpi Apuane
MINUCCIANO. «Ce l'abbiamo fatta!! Auuhh». Non poteva che gioire imitando un ululato Gianmarco Innocenti, il primo degli Speleo mannari ad uscire, ieri nel primo pomeriggio, dalla grotta appena conquistata. Grazie a lui e agli altri quindici speleologi che hanno partecipato all'impresa, l'abisso Roversi, il più profondo d'Italia sotto le viscere del Monte Tambura sulle Alpi Apuane, ora misura 1358 metri, otto di più della precedente stima. Arrivando là in fondo dove finora non era mai arrivato nessuno, gli Speleo mannari – gruppo nato su Facebook che riunisce appassionati e specialisti d'Italia e fuori confine – hanno conquistato il record italiano di discesa in grotta.
L'urlo da mannaro è servito, ad Innocenti – 28 anni, di Lucca - a scaricare la stanchezza, dopo un'impresa estrema come questa, e soprattutto la tensione accumulata dopo l'amara scoperta del furto di corde e di altro materiale ad opera di ignoti. Un tentativo di sabotaggio – così è stato definito – che per alcune ore ha gettato sconforto nella spedizione, che ha temuto di dover rinunciare. Le corde e l'attrezzatura erano state sistemate dagli Speleo mannari durante il precedente tentativo di record del 12 ottobre scorso. Costretti a risalire a causa della piena, in quell'occasione gli speleologi avevano lasciato “armata” una parte del percorso, così da dover portare meno materiale nel successivo tentativo, poi fissato ai giorni dal 5 all'8 dicembre. Quando la prima squadra ha cominciato la discesa, venerdì 5, ai 200 metri si è trovata la brutta sorpresa: il percorso non era più armato fino a meno 700, spogliato completamente delle corde e dell'attrezzatura lasciata ad ottobre.
Ma gli speleologi, passato il primo momento di sconcerto, non si sono persi d'animo e hanno riarmato i pozzi, riuscendo a rispettare il loro programma di discesa. Culminato domenica pomeriggio con l'arrivo a 1350 metri, la massima profondità fino a quel momento raggiunta dentro l'abisso, dove c'è un lago. A quel punto lo speleosub Luca Pedrali si è immerso e ha esplorato il sifone per otto metri, allungando così la misura della grotta.
Paola Taddeucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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