Il Tirreno

Lucca

Distrutto il paesaggio del verde

Distrutto il paesaggio del verde

Prevale ormai la monocoltura del mais che ha fatto sparire le fosse di scolo

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LUCCA. Ma il bel paesaggio agricolo che fa bella Lucca nella fascia tre le Mura e le colline è sempre stato fatto di soli campi di granturco? Lo chiede un gruppo di professionisti dell’urbanistica e di esteti che scrivono:

«Antonio Mazzarosa, alla metà dell'Ottocento, descrive la Piana come "..un giardino, divisa in tanti campi rettangolari che hanno da ogni lato una fila d'alberi a cui si raccordano le viti.. ". Rimangono solo due-tre luoghi luoghi così».

Oggi, prosegue la nota, «la coltivazione intensiva del granturco ha portato ad un cambiamento radicale, e i danni non sono stati nè pochi nè indolori. Presuppone grandi spazi che sono stati ricavati dalla fusione fisica delle particelle catastali, mediante l'eliminazione delle centinature dei campi, l'eliminazione delle piante e degli scepali che delimitavano confini e fosse di scolo, che sono state colmate. E' stato completamente eliminato il reticolo idrografico primario costruito in chissà quanti secoli. Ecco così costruiti ampi appezzamenti percorribili comodamente in ogni loro punto dalle grandi macchine agricole necessarie per la coltivazione. Le fosse di scolo e d'irrigazione rappresentavano un sistema antesignano delle moderne fosse volano. Allungandosi mediamente per circa 800 metri per ettaro, riuscivano a contenere un grande quantità d'acqua piovana che oggi con le piogge incessanti si riversa immediatamente nei canali nei fossi e nei rii che ormai molto frequentemente straripano. Il Comune ci mette del suo: non pubblicizza periodicamentela tuttora vigente ordinanza dell'allora sindaco Lazzarini, che in quegli anni portò a ottimi risultati, ed in ordine alla quale i frontisti erano obbligati, pena sanzioni, al ripristino ed alla pulitura ed in genere alla manutenzione delle fosse d'irrigazione.

«Sono state poi quasi perdute almeno sei specie arboree della piana: pioppo nero, pioppo tremulo, salicone, olmo, farnia, e gelso. Oltre l'accertata e purtroppo subita contaminazione del sottosuolo che avviene con l'irrogazione dei diserbanti contestuale alla semina, c'è il danno estetico che nessuno può negare. Il verde del granturco è virtuale e solo per pochi mesi. Solo gli alberi hanno il potere di rendere un luogo ameno».

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