Sicurezza
Merli e tordi malnutriti, sanzione da 4mila euro
Dopo il blitz dei Nas decreto penale di condanna per il titolare di un negozio Gli uccelli da richiamo avevano le zampe scabbiose e perdevano il piumaggio
LUCCA. I carabinieri dei Nas gli trovano nel negozio una quindicina di gabbie sporche con all'interno uccelli da richiamo malati, malnutriti e addirittura morti e lo denunciano per maltrattamento di animali. Lui cerca di opporsi al decreto penale di condanna e quindi al pagamento di 4mila euro, ma quando intuisce che la procura è pronta a nominare un veterinario per effettuare un'autopsia sui volatili morti e sistemati in una cella frigorifera in modo da stabilire le cause del decesso, decide di chiudere il contenzioso pagando la sanzione prevista.
La vicenda risale al 2013 durante un controllo avvenuto in un'agraria della Piana da parte dei carabinieri del nucleo antisofisticazione. I militari, giunti in quel negozio per effettuare un controllo di altra natura, trovarono una quindicina di gabbie contenenti uccelli da richiamo in drammatiche condizioni igienico-sanitarie. Merli e tordi con zampe scabbiose, perdita di piumaggio sulla testa e sul collo, dissenteria e malnutrizione. Tre volatili erano addirittura morti. Una situazione di totale abbandono e degrado che porto i militari a denunciare il titolare dell'agraria della Piana, appassionato di caccia, alla procura della Repubblica con l'accusa di maltrattamento di animali. Gli uccelli da richiamo furono sequestrati e affidati all'ufficio ambiente della Provincia affinché provvedesse alla pulizia e alle nutrimento delle bestiole. La procura emise un decreto penale di condanna nei confronti del proprietario dell'esercizio. Inizialmente il commerciante era intenzionato ad opporsi e chiedere di essere giudicato in tribunale. Sosteneva che i merli e i tordi in questione erano in quelle condizioni a causa dell'età e che, compatibilmente alle sue possibilità, aveva sempre alimentato e pulito gli uccelli da richiamo. Ma l'ipotesi di un battaglia legale in tribunale è venuta meno vista l'intenzione della procura di nominare un consulente tecnico, nella fattispecie un veterinario, per effettuare un'autopsia sui tre volatili trovati morti nelle gabbie, posti sotto sequestro e sistemati in una cella frigorifera. In quel modo l'accusa avrebbe scoperto con certezza le cause del decesso e se fossero emerse malattie legate alla noncuranza degli animali il commerciante avrebbe corso il rischio di essere condannato a una pena che va da tre mesi a un anno di reclusione e una multa da 3000 e quindicimila euro. E così l'esercente in questi giorni ha rinunciato ad opporsi al decreto penale di condanna presentato dal pm al giudice. Pagherà 4mila euro ottenendo la sospensione condizionale della pena.
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