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Abbattuto lo storico cedro del Libano

Abbattuto lo storico cedro del Libano

FORNACI DI BARGA. Un altro simbolo del territorio è sparito nel libro dei ricordi. È stato abbattuto definitivamente il grande cedro del Libano delle Case Operaie. Non era una semplice pianta, ma...

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FORNACI DI BARGA. Un altro simbolo del territorio è sparito nel libro dei ricordi. È stato abbattuto definitivamente il grande cedro del Libano delle Case Operaie. Non era una semplice pianta, ma simbolo per tutto il paese che è stato dovuto abbattere per problemi di sicurezza perché accanto ci sono i caseggiati e accanto al muraglione che lo conteneva, la trafficata via della Repubblica. Il maestoso albero, che aveva raggiunto l'età di circa ottanta anni, da tempo soffriva di un attacco da parte di parassiti che si insinuano su questo tipo di arbusti, come accaduto al simile esemplare sul Piazzale del Fosso a Barga che dal 1814 era situato accanto alla statua di Antonio Mordini.

La particolarità del cedro risiedeva anche nel fatto che era il simbolo del rione e trionfava maestoso sullo stendardo di questa parte del paese quando fino a metà anni novanta si facevano i “Giochi senza frontiere” dei rioni e “Case Operaie”, esibiva il suo con il grande cedro del Libano. Molti i ricordi che gli abitanti di questa parte di Fornaci si porteranno nel cuore, come ad esempio quando durante le festività natalizie, fino a metà anni '90, il gigante veniva vestito a festa con bellissimi giochi di luci, oppure quando, durante i mesi estivi, le persone si mettevano al fresco sotto le sue fronde a chiacchierare o i bambini vi giocavano intorno. Ma certamente il cedro, come i caseggiati vicini, facevano parte della storia di Fornaci perché legati all'industria metallurgica che le costruì, nei primi decenni del secolo scorso, come abitazioni per la classe operaia ed è da questo motivo che ne deriva il nome.

La presenza di altri esemplari di questi tipi di conifere nel territorio comunale di Barga, ad esempio all'interno di Case Operaie ce ne sono altri due, fa riferimento ad una moda dell'architettura dei giardini comparsa in queste zone tra Otto e Novecento. Questo è quanto accade a un albero monumentale, “il pino” come tutti amichevolmente lo chiamavano, quando scompare dalla memoria delle persone; viene quindi da chiedersi se verrà ripristinato n previsione del centenario della Smi che vedremo nel prossimo anno. (n.b.)

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