Sicurezza
Chiari interrogato dal gup: «Dimostrata la mia correttezza»
LUCCA. Una richiesta di rito abbreviato (prevede o sconto di un terzo della pena) c’è già. È quella dell’architetto Giovanni Valentini, l’immobiliarista della Valore spa accusato di essere il grande...
LUCCA. Una richiesta di rito abbreviato (prevede o sconto di un terzo della pena) c’è già. È quella dell’architetto Giovanni Valentini, l’immobiliarista della Valore spa accusato di essere il grande corruttore dell’inchiesta sul mattone che nel giugno del 2011 aveva sconvolto la città con una serie di arresti eccellenti. Richieste analoghe potrebbe arrivare da altri indagati. Gli avvocati stanno valutando. Sicuramente non vuole l’abbreviato l’ex superassessore Marco Chiari, ieri interrogato per un’ora dal gup Silvia Mugnaini.«Siamo soddisfatti - spiega l’avvocato Sandro Guerra, difensore di Chiari - per il fatto che si è trattato di un interrogatorio vero, condotto da un magistrato che ha dimostrato di conoscere a fondo le carte processuali».
Chiari ha risposto sugli ultimi capi di imputazione rivolti contro di lui: la presunta corruzione per l’assunzione di una delle sue figlie a Sistema Ambiente, il millantato credito per quanto avrebbe fatto credere all’imprenditore Giuliano Davini e all’albergatore Pietro Bonino.
«Il mio assistito - dice l’avvocato Guerra - ha spiegato che la figlia Valentina era stata assunta dalla società Adecco per essere collocata a Sistema Ambiente. Stiamo parlando di una laureata in agraria che aveva trovato un posto part time, con contratto trimestrale e con una retribuzione di 13,70 euro lordi l’ora».
Per quanto riguarda il presunto millantato credito, «ho portato documenti che attestano come Davini sia mio cliente da un trentennio e che da molti anni lo sia anche la famiglia Bonino - sostiene Chiari -. Questo per dire che si fidavano di me e non perché ero assessore, dal momento che si erano rivolti al mio studio prima che entrassi in politica».
Chiari ha anche affermato di non aver mai avuto soldi per i lavori svolti dall’ingegner Andrea Ferro, anche lui coinvolto nell'inchiesta della Procura su tangenti e cemento.
La difesa dell’architetto Luca Antonio Ruggi (avvocato Maurizio Campo) ha prodotto documentazione che testimonierebbe il credito vantato dal professionista nei confronti della società Valore anche successivi ai fatti del 2011, a conferma che si tratta di crediti del tutto leciti e peraltro non ancora pagati dalla Valore spa. Che nel frattempo è fallita.
Prossimo round il 2 febbraio con le richieste della pubblica accusa retta dal sostituto procuratore Fabio Origlio e il pronunciamento per Valentini, che ha chiesto l’abbreviato. Se altri si accoderanno, la decisione ultima del gup inizialmente prevista per il 25 febbraio (rinvio a giudizio o non luogo a procedere, ma nel caso di imputato giudicato per abbreviato condanna o assoluzione) potrebbe slittare.
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